Nuovo scandalo alla Motorizzazione di Palermo: patenti nautiche e conversioni truccate

Una nuova inchiesta scuote la Motorizzazione di Palermo, a pochi anni dallo scandalo delle patenti facili che aveva portato a 17 condanne e all’arresto dell’ex funzionario Luigi Costa, trovato con oltre mezzo milione di euro nascosto in casa. Questa volta, le irregolarità riguardano gli esami per le patenti nautiche e la conversione di patenti estere e militari in normali certificati di guida senza alcuna verifica.

Il sistema illecito scoperto dalla Polizia Stradale


Le indagini, condotte dalla Polizia Stradale e coordinate dai sostituti procuratori Giulia Beux e Vincenzo Amico, hanno messo in luce un meccanismo organizzato e strutturato. Cinque persone risultano indagate: il funzionario della Motorizzazione Salvatore Troncale, l’impiegato Mariano Rubino, l’ex istruttore direttivo Felice Cardinale – oggi in pensione – e i figli di quest’ultimo, Giuseppe e Michele Cardinale, titolari di autoscuole e agenzie di disbrigo pratiche a Palermo.

Secondo gli investigatori, tra il 2023 e i giorni scorsi sono stati accertati almeno una ventina di casi di esami truccati. Per le patenti nautiche era presente un vero e proprio tariffario: mille euro per ottenere in anticipo le domande dell’esame scritto, cifre maggiori per saltare del tutto le prove, con la documentazione successivamente falsificata e inserita nel sistema informatico della Motorizzazione.

Anche le conversioni di patenti estere e militari avvenivano senza verifiche: per poche centinaia di euro, chiunque poteva ottenere il titolo italiano, comprese le autorizzazioni per mezzi pesanti con rimorchio, eludendo gli esami previsti dalla legge.

Indagati e utenti coinvolti


I cinque indagati saranno ascoltati il 9 febbraio davanti al gip Filippo Serio. Ma l’inchiesta non riguarda solo i funzionari e i titolari delle agenzie: tutti gli utenti che hanno usufruito del sistema illegale sono ora coinvolti nelle indagini per falso, anche se per questo reato non è prevista la custodia cautelare.

L’inchiesta riapre ferite mai completamente rimarginate dalla precedente vicenda delle patenti facili e mette in luce come la corruzione all’interno della Motorizzazione continui a minare la fiducia nelle istituzioni. Le autorità sottolineano l’importanza della collaborazione dei cittadini e delle istituzioni per individuare e reprimere comportamenti illeciti che compromettono la sicurezza stradale e la legalità nel settore dei trasporti.

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