Niscemi, tragedia annunciata: la storia si ripete a 29 anni di distanza

Una frana devastante ha colpito di nuovo i quartieri Sante Croci, Pirillo e Canalicchio di Niscemi, riportando alla memoria il disastro del 12 ottobre 1997. Anche questa volta le piogge intense hanno reso instabile il terreno, causando lo sfollamento di 1.600 persone e danni ingenti a case e infrastrutture.

Un fenomeno che si ripete: le frane del passato e del presente


Il 12 ottobre 1997, poco prima delle 14, Niscemi fu travolta da una frana che provocò il panico tra la popolazione. Allora, l’allora sottosegretario alla Protezione civile, il vulcanologo Franco Barberi, denunciò il “completo degrado” e la cattiva gestione di un’area sottoposta a vincolo geologico. Le ruspe demolirono 48 case e la chiesa settecentesca di Sante Croci, nonostante le proteste dei cittadini. Oggi, 29 anni dopo, la frana è tornata negli stessi quartieri, confermando un rischio geologico noto e segnalato da tempo.

La situazione attuale: sfollati, case in bilico e interventi urgenti


La frana, con un fronte di 4 km, ha reso impraticabili le strade provinciali 10 e 12 e ha portato alla creazione di una zona rossa di 150 metri. Case crollate, altre in bilico e molte inagibili rendono la situazione drammatica. Gli sfollati, al momento 1.600, sono in aumento mentre il fronte continua a scivolare verso la piana di Gela. I sopralluoghi effettuati dai tecnici hanno confermato l’aggravarsi del dissesto geomorfologico, già evidenziato nel Piano di assetto idrogeologico aggiornato nel 2022.

Le istituzioni in campo: la Regione e la Protezione civile


Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, insieme al capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, ha sorvolato la zona e incontrato il prefetto Donatella Licia Messina e il sindaco Massimiliano Conti. Schifani ha assicurato che gli sfollati saranno tutelati e che tutti avranno una casa, confermando l’impegno delle istituzioni a gestire l’emergenza e prevenire ulteriori rischi.

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