Niscemi: Lombardo, Crocetta, Musumeci e Schifani indagati. Cosa hanno detto

Nell’inchiesta che prova a far luce sulle respondabilità della frana che ha colpito Niscemi, la Procura di Gela prova far luce e ha inscritto nel registra degli indagati 13 persone con l’accusa di disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. Tra questi figurano i presidenti della Regione Sicilia che si sono succeduti negli ultimi 16 anni, dal 2010 al 2026. Rosario Crocetta, Raffaele Lombardo, Nello Musumeci e Renato Schifani hanno rilasciato una dichiarazione a seguito della notizia diffusa ieri.

Rosario Crocetta, ex presidente della Regione siciliana, è stato in carica dal 2012 al 2017, che dice di avere appreso dalla stampa di essere indagato nell’inchiesta della Procura di Gela. “Nei miei cinque anni di governo nessuno m’informò della situazione a Niscemi – ha dichiarato –  né io né il mio staff ricevemmo lettere o segnalazioni di rischi e progetti di consolidamento. Inoltre la delega alla protezione civile all’epoca era nelle mani di un assessore della mia giunta. Se non si è a conoscenza di un fatto come è possibile essere ritenuto omissivo?”.

“Apprendo dalla stampa la notizia della mia iscrizione nel registro degli indagati di un’indagine anche a mio carico per la frana di Niscemi. Ritengo si tratti allo stato di un atto dovuto attesa la complessità degli accertamenti che dovrà condurre la Procura di Gela. Come sempre ripongo la doverosa fiducia nell’operato degli inquirenti e auspico che a breve sia chiarita la mia assoluta estraneità ai fatti”. Gli fa eco l’ex presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo.

Le reazioni di Nello Musumeci e Renato Schifani


Anche il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci ha detto la sua in merito all’inchiesta della Procura di Gela sulla frana a Niscemi, in cui è indagato. “Nessun commento sul lavoro della Procura di Gela. Da parte mia il massimo rispetto. Quel che avevo da dire sulla frana di Niscemi l’ho detto in parlamento. L’iscrizione nel registro degli indagati è, in indagini così complesse, un atto dovuto e di garanzia. Spero solo che si concludano presto. Per quanto mi riguarda, sono assolutamente sereno, schiena dritta e a testa alta, come sempre in tanti anni di impegno politico senza macchia.”

Si dice sereno anche il governato in cari Renato Schifani che ha dichiarato: “Ripongo massima fiducia nel lavoro della magistratura, convinto che accerterà i fatti in tempi brevi. Affronto questa situazione con tranquillità, consapevole di aver sempre operato con correttezza e senso delle istituzioni. Vado avanti nell’espletamento delle mie funzioni con serenità e determinazione, anche in virtù dei risultati fin qui raggiunti”.

Germana Bevilacqua: