Sono state sospese le procedure per l’assegnazione dei 13 lotti della spiaggia di Mondello. Il provvedimento arriva dal dirigente generale dell’Ambiente della Regione siciliana, Calogero Beringheli, in seguito alla decisione del Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) che ha accolto il ricorso presentato dalla società Immobiliare Italo-Belga contro la sentenza del Tar che aveva revocato la concessione.
La decisione collegiale attesa a metà maggio
Il decreto del presidente del Cga ha fissato al 14 maggio la camera di consiglio per la decisione collegiale. Solo dopo questa data si potrà comprendere l’evoluzione definitiva della vicenda. In caso di esito favorevole all’amministrazione regionale, l’assessorato del Territorio e dell’Ambiente riaprirà i termini per la presentazione delle domande, recuperando i giorni persi durante la sospensione.
L’obiettivo della Regione resta quello di individuare in tempi rapidi i nuovi gestori delle aree demaniali marittime, così da non compromettere l’imminente stagione estiva. Proprio per accelerare i tempi, attraverso l’Avvocatura dello Stato è stata chiesta al Cga la revoca della misura cautelare che ha bloccato i bandi.
Le critiche di Cracolici
Dura la reazione del presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, che ha espresso sorpresa per la decisione del Cga. Secondo Cracolici, il riferimento al rischio di minaccia dell’ordine pubblico, inserito nella motivazione del provvedimento, risulterebbe “poco comprensibile e molto discutibile”, oltre che privo di precedenti significativi. Il presidente ha sottolineato come tale argomentazione non fosse stata nemmeno avanzata dalla società ricorrente.
La replica della società Italo-Belga
In una nota ufficiale, la società Immobiliare Italo-Belga ha respinto con forza qualsiasi accostamento a vicende di tipo antimafia. L’azienda ha chiarito di non essere mai stata destinataria di interdittive antimafia e ha ricordato che la Prefettura competente ha rilasciato una certificazione liberatoria il 5 dicembre 2025.
La società ha inoltre spiegato di essere stata sottoposta, nel novembre 2025, a una misura di “prevenzione collaborativa” della durata di un anno, definita come uno strumento volto a prevenire rischi di infiltrazione mafiosa di carattere occasionale. Tale misura, precisa la nota, non ha comportato alcun commissariamento né modifiche alla governance aziendale.
“Massima collaborazione con le istituzioni”
L’Italo-Belga ha evidenziato di aver scelto di non impugnare il provvedimento proprio per dimostrare la volontà di collaborare con le istituzioni e fugare ogni dubbio. L’azienda opera, secondo quanto dichiarato, sotto la supervisione di un collegio di esperti nominati dalla Prefettura, con l’obiettivo di garantire continuità aziendale e tutela dei livelli occupazionali.
La società conclude diffidando chiunque dal diffondere informazioni ritenute non veritiere e annuncia la possibilità di intraprendere azioni legali a tutela della propria reputazione, respingendo ogni collegamento con la criminalità organizzata.