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Pignoramento su carta – Corporate – Sicilianews24

Ormai l’Agenzia delle Entrate non si fa più scrupoli: ti entra nel conto e ti porta via i soldi, anche se il debito non è tuo

Il pignoramento presso terzi è una procedura legale utilizzata nell’esecuzione forzata per sequestrare beni mobili del debitore che si trovano in possesso di terzi o crediti che il debitore stesso ha verso terzi.

Questa pratica comprende due situazioni specifiche: la prima riguarda il sequestro dei crediti che il debitore ha nei confronti di terzi, mentre la seconda si concentra sul sequestro dei beni mobili del debitore che sono sotto il controllo di un terzo e che il debitore non può disporne direttamente.

Nella procedura coinvolte tre figure principali: il creditore esecutante, che è la parte attiva nel procedimento e che inizia l’azione giudiziaria; il debitore esecutato, che è la parte passiva e che subisce l’esecuzione forzata dei suoi beni o crediti;

Il terzo attore è il pignorato, chiamato anche nel gergo del diritto “debitor debitoris”, che partecipa solo dal punto di vista processuale, essendo titolare dei beni o crediti oggetto di pignoramento.

Come ti pignorano i soldi

La legge italiana protegge i soldi pignorati in conti correnti se provengono da pensioni, stipendi, indennità di lavoro o assegni di quiescenza. Queste regole cercano di equilibrare gli interessi dei creditori con il bisogno del debitore di avere abbastanza soldi per vivere dignitosamente.

Le banche possono trattenere solo una parte dei soldi pignorati, rispettando così il diritto dei creditori ma anche proteggendo i soldi essenziali per il sostentamento del debitore e della sua famiglia.

Hai debiti? Si infiltrano nel tuo conto

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente ampliato le proprie misure di recupero crediti, estendendo il pignoramento presso terzi anche ai cittadini privati. Utilizzando la fatturazione elettronica, l’Agenzia è ora in grado di monitorare i conti correnti dei contribuenti per identificare pagamenti destinati a saldare debiti fiscali.

Questa nuova pratica non si limita più solo ai redditi dei dipendenti e alle pensioni, ma include anche compensi dovuti ai professionisti direttamente dai loro clienti. Ovviamente, si tratta di una misura in casi estremi e che riguardano ingenti somme di debito.