MESSINA – Due immobili, tra cui una villetta con piscina, e disponibilità finanziarie per un valore complessivo superiore a 91mila euro. È il patrimonio confiscato dalla Guardia di Finanza di Messina a un uomo già condannato in via definitiva per ricettazione. Il provvedimento è stato disposto dalla prima sezione penale del Tribunale di Messina, su proposta della Procura della Repubblica, dopo una serie di accertamenti che hanno evidenziato una significativa sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati.
L’operazione è stata eseguita dai finanzieri del Comando provinciale di Messina nell’ambito delle attività di contrasto all’accumulazione di patrimoni ritenuti di provenienza illecita.
Confiscati due immobili e disponibilità finanziarie
Il provvedimento riguarda un uomo già condannato con sentenza irrevocabile a un anno e quattro mesi di reclusione per ricettazione, in relazione a fatti avvenuti nel 2018 nella provincia di Messina.
La misura patrimoniale ha interessato due unità immobiliari, una delle quali costituita da una villetta con piscina, oltre a disponibilità finanziarie.
Il valore complessivo dei beni confiscati supera i 91mila euro.
Il patrimonio è stato sottratto alla disponibilità del condannato e del coniuge in esecuzione dell’ordinanza emessa dal Tribunale.
Le indagini della Guardia di Finanza sui redditi familiari
Alla base del provvedimento ci sono gli accertamenti patrimoniali condotti dagli specialisti del Gico, il Gruppo investigazione criminalità organizzata della Guardia di Finanza di Messina.
Gli investigatori hanno ricostruito le fonti di reddito dell’intero nucleo familiare, confrontandole con il patrimonio nella disponibilità del condannato.
Dall’analisi è emersa una significativa sproporzione tra il valore dei beni posseduti e le entrate lecite dichiarate.
Secondo la ricostruzione investigativa recepita dal Tribunale, le ricchezze sarebbero presumibilmente riconducibili ad attività illecite, principalmente alla ricettazione.
La prima sezione penale del Tribunale di Messina ha accolto integralmente la proposta di confisca avanzata dalla Procura.
Cos’è la confisca allargata
Il provvedimento è stato adottato ai sensi dell’articolo 240-bis del Codice penale, che disciplina la cosiddetta confisca allargata.
Questo strumento consente, in presenza dei presupposti previsti dalla legge, di confiscare beni nella disponibilità di persone condannate per determinati reati quando il loro valore risulta sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati o all’attività economica svolta e non ne viene giustificata la legittima provenienza.
L’obiettivo è contrastare l’accumulazione di patrimoni di origine illecita, intervenendo anche sui beni e sulle disponibilità finanziarie.
Il provvedimento può ancora essere impugnato
La Guardia di Finanza precisa che l’ordinanza di confisca non è definitiva.
Il provvedimento può infatti essere impugnato davanti alle autorità giudiziarie competenti e resta soggetto alle successive valutazioni della magistratura.
L’esito del procedimento potrebbe anche determinare la restituzione dei beni agli aventi diritto.
Resta invece definitiva la precedente condanna per ricettazione, relativa ai fatti del 2018.