Un ampio sistema di corruzione legato al rilascio delle patenti nautiche è stato scoperto dalla Polizia Stradale di Palermo, con l’emissione di cinque misure cautelari a carico di funzionari e intermediari coinvolti nella frode. L’inchiesta, coordinata dalla Procura guidata da Maurizio de Lucia e con il provvedimento disposto dal gip Filippo Serio, ha portato alla luce un sistema illecito che operava all’interno della Motorizzazione di Palermo, sfruttando favori e mazzette per eludere le procedure regolari degli esami.
Corruzione e intercettazioni: filmati choc e prezzario delle patenti
Grazie alle intercettazioni ambientali e all’installazione di telecamere all’interno della struttura, gli investigatori hanno documentato comportamenti illeciti da parte di alcuni funzionari. In un filmato, l’ex funzionario della Motorizzazione Marcello De Caro è stato immortalato mentre contava, in bagno, banconote per 7mila euro. Poco dopo, le telecamere hanno ripreso un collega con una busta contenente ulteriore denaro.
Secondo quanto emerge dalle indagini, il rilascio delle patenti nautiche avveniva dietro pagamento di tangenti: ogni patente costava mediamente 1.000 euro, e ai candidati bastava pagare per conoscere in anticipo le domande d’esame. In alcuni casi, gli aspiranti neppure si presentavano al quiz, ma la loro presenza veniva attestata falsamente. L’indagine ha documentato un vero e proprio “preziario” della corruzione, che riguardava anche l’autorizzazione all’uso delle patenti militari per la guida di macchine civili.
Tra gli indagati figurano funzionari e impiegati della Motorizzazione, titolari di agenzie di disbrigo pratiche auto e cittadini che hanno pagato per ottenere agevolazioni illecite. Tra questi, anche l’ex portiere del Palermo Mirko Piagliacelli, il cui verbale d’esame sarebbe stato falsificato: secondo i magistrati, il calciatore si trovava in ritiro con la squadra il giorno del quiz.
Provvedimenti e sospensioni: chi è stato colpito
Le cinque misure cautelari riguardano:
Salvatore Troncale e Mariano Rubino, rispettivamente funzionario e impiegato della Motorizzazione, sospesi per un anno dal pubblico impiego con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria;
Felice Cardinale, funzionario in pensione, e i suoi figli Giuseppe e Michele Cardinale, titolari di due agenzie di disbrigo pratiche auto, ai quali è stato notificato il divieto di esercitare impresa per 12 mesi, oltre all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Per Marcello De Caro, nonostante sia stato ripreso in possesso della mazzetta, non è stata disposta alcuna misura cautelare al momento.
In totale gli indagati sono 46, tra cui impiegati infedeli della Motorizzazione, titolari delle agenzie e persone che hanno beneficiato delle pratiche irregolari. L’inchiesta sottolinea come la corruzione fosse diffusa e organizzata, coinvolgendo più livelli dell’ente e intermediari esterni.
L’operazione rappresenta un duro colpo contro la corruzione nel settore pubblico e offre un monito sulla necessità di controlli più serrati nelle procedure per il rilascio delle patenti, in particolare quelle nautiche, dove la sicurezza e la regolarità degli esami sono essenziali.
Gli sviluppi dell’inchiesta proseguiranno con gli interrogatori e l’analisi delle ulteriori prove raccolte, mentre le misure cautelari mirano a garantire che il sistema di frode non possa proseguire e a preservare l’integrità delle procedure della Motorizzazione.
L’episodio conferma la rilevanza dei controlli investigativi mirati e della tecnologia nelle indagini anticorruzione, come le telecamere e le intercettazioni ambientali, strumenti chiave per smascherare comportamenti illeciti in ambiti pubblici sensibili.