“Manifesto per la Restanza”, ANCI Sicilia accelera: giovani e territori al centro del futuro dell’Isola

Costruire le condizioni perché i giovani possano scegliere di restare in Sicilia. È questo l’obiettivo del “Manifesto per la Restanza – Alleanza per i giovani e per il futuro della Sicilia”, il progetto promosso da ANCI Sicilia che punta a contrastare lo spopolamento e la fuga di competenze attraverso una rete stabile di confronto tra istituzioni, università, imprese e società civile.

Il primo incontro operativo degli aderenti si è svolto ieri a Palermo, sia in presenza nella sede di ANCI Sicilia sia in videoconferenza, registrando una forte partecipazione e nuove adesioni.

Una rete sempre più ampia

Il confronto ha rappresentato il primo passo di un percorso definito dagli organizzatori “lungo e complesso”, ma fondato sulla collaborazione tra soggetti diversi e sulla costruzione di proposte concrete per migliorare qualità della vita, servizi e opportunità nei territori siciliani.

Al Manifesto avevano già aderito realtà come le Università degli Studi di Palermo e Università degli Studi di Catania, insieme a organizzazioni sindacali, associazioni di categoria e realtà del terzo settore.

Nel corso dell’incontro si sono aggiunti anche CISL Sicilia, Legacoop Sicilia, Forum Terzo Settore Sicilia, CeSVoP e il Centro Studi Giuseppe Gatì.

“The Right to Stay”: i giovani chiedono opportunità


Il tema del diritto a restare in Sicilia è stato al centro anche del “Next Generation Business Meeting”, ospitato a Le Ciminiere e organizzato dai giovani promotori di Catania Futura Francesco Pezzillo e Lorenzo Gennaro.

L’evento ha messo a confronto studenti, imprenditori e rappresentanti istituzionali sul futuro delle nuove generazioni siciliane, affrontando temi come lavoro, formazione, innovazione e impresa.

“Abbiamo parlato del diritto di restare anche a Bruxelles – ha dichiarato Gaetano Galvagno –. La politica deve creare incentivi al lavoro per i giovani e sostenere le imprese. Stiamo lavorando a un disegno di legge per aiutare i professionisti nel periodo del tirocinio spesso non retribuito”.

Trantino: “I giovani devono essere protagonisti”

Nel dibattito è intervenuto anche il sindaco metropolitano di Catania Enrico Trantino, che ha sottolineato la necessità di coinvolgere concretamente le nuove generazioni nei processi decisionali.

“È ipocrita dire che i giovani sono il futuro senza dare loro spazio reale – ha affermato –. Oggi hanno competenze e strumenti straordinari grazie alle nuove tecnologie. Per questo è fondamentale renderli protagonisti della vita pubblica e istituzionale”.

Imprese e innovazione: “Servono competenze flessibili”

Tra gli ospiti anche Josef Nierling, che ha evidenziato come le aziende cerchino oggi non solo competenze tecniche, ma capacità di adattamento e visione.

“Le hard skills non bastano più – ha spiegato –. Il vero vantaggio competitivo è trasformare idee e innovazione in valore economico”.

Sulla stessa linea Sandro Pappalardo, che ha parlato della necessità di accompagnare i giovani nella costruzione del futuro attraverso innovazione e connessioni internazionali.

Importante anche il contributo di Ranieri Niccoli, che ha definito la passione dei giovani siciliani “la base per costruire il futuro”, invitando le grandi imprese a diventare modelli di sviluppo sostenibile e attenzione al territorio.

Colmare il divario tra giovani e territorio


Secondo Francesco Pezzillo, uno dei problemi principali resta il divario comunicativo tra ciò che il territorio può offrire e la percezione che ne hanno i giovani.

“Manca comunicazione – ha spiegato –. Con questo evento vogliamo creare ascolto e coinvolgere le nuove generazioni nella ricerca di soluzioni per Catania e per la Sicilia”.

Un concetto ribadito anche da Lorenzo Gennaro: “I giovani vogliono essere costruttori del presente. Serve un equilibrio tra domanda e offerta di competenze per permettere ai neolaureati di trovare opportunità concrete qui”.

L’iniziativa, patrocinata dal Senato della Repubblica Italiana, dall’Assemblea Regionale Siciliana, dal Comune e dall’Università di Catania, ha coinvolto rappresentanti istituzionali, manager, imprenditori e studenti in un confronto che punta a trasformare il “diritto di restare” in una concreta prospettiva di sviluppo per la Sicilia.

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