La denuncia arriva daDoriana Ribaudo, presidente di Fiepet Confesercenti Palermo. “Quasi ogni fine settimana le discoteche, i locali di pubblico spettacolo e talvolta anche i semplici pubblici esercizi vengono presi di mira da gruppi di ragazzi che pretendono di entrare a capienza massima, gratuitamente o di bere senza pagare”
Secondo Ribaudo, questi comportamenti degenerano spesso in risse e danneggiamenti, ma i responsabili restano impuniti mentre le attività rischiano chiusure temporanee per legge, creando un “meccanismo insostenibile” che limita la libertà di impresa e mette sotto pressione titolari e dipendenti.
E’ di pochi giorni fa l’operazione di polizia che ha visto 9 soggetti finire in manette per reati di questo genere. Tutti avevano precedenti di polizia e sono ritenuti responsabili, in concorso fra loro e a vario titolo, di estorsioni, rapine aggravate, danneggiamento e violenza privata ai danni di diverse attività commerciali della città, tra aprile 2022 e ottobre 2023.
La categoria sotto accusa: una percezione ingiusta
“Negli ultimi anni la nostra categoria sembra essere diventata il capro espiatorio della movida» prosegue la presidente. «In ogni settore ci sono soggetti senza scrupoli, ma non è la regola. Le attività di pubblico spettacolo non sono aziende di serie C: creano occupazione e contribuiscono all’indotto turistico”.
Ribaudo sottolinea come, dopo episodi come quelli di Crass Montana, le attività siano sottoposte a controlli rigorosi per la sicurezza, auspicando che questo serva a eliminare chi opera nell’abusivismo e danneggia l’intera categoria.
Sinergia tra locali e istituzioni: una movida più sicura
La proposta avanzata da Fiepet è chiara: creare una collaborazione concreta tra discoteche e autorità per una movida più sicura e controllata. “I controlli servono anche a ridare sicurezza ai clienti e ai dipendenti. Possiamo diventare alleati per programmare insieme una movida sana, senza spaccio o eccessi alcolici” spiega Ribaudo.
Secondo la presidente, il divertimento e l’imprenditoria nel settore dei pubblici spettacoli devono poter convivere con la sicurezza, senza che fare impresa diventi un rischio o un privilegio negato.