“Liberi di scegliere”, a Palermo psicologi e magistrati insieme per spezzare l’eredità della mafia

Il 9 ottobre al Palazzo di Giustizia il convegno promosso dall’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana. Magistrati, psicologi, avvocati, assistenti sociali, università e istituzioni a confronto sui percorsi che consentono ai minori cresciuti nelle famiglie mafiose di costruire un futuro diverso

Nascere in una famiglia mafiosa non può significare essere condannati a ereditarne regole, relazioni e destino. Offrire ai minori cresciuti nei contesti di criminalità organizzata una possibilità concreta di emancipazione e accompagnare le madri e i familiari che scelgono di rompere con quei modelli è la sfida al centro del convegno “Liberi di scegliere. Aspetti antropo-psichici e giuridici del fenomeno mafioso: esperienze e progettazione”, in programma venerdì 9 ottobre, dalle 10 alle 17, nell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Palermo. L’iniziativa, promossa dall’Ordine degli Psicologi della Regione siciliana, mette attorno allo stesso tavolo psicologia, magistratura, procure, avvocatura, servizio sociale, università e istituzioni, con l’obiettivo di costruire e rafforzare modelli condivisi di prevenzione, tutela e intervento.

Al centro della giornata ci sarà l’esperienza di “Liberi di scegliere”, il modello nato in ambito giudiziario e sociale per offrire ai ragazzi provenienti da famiglie legate alla criminalità organizzata e alle loro madri strumenti e opportunità per affrancarsi dai condizionamenti mafiosi. Un percorso che, dopo essere diventato legge regionale, dall’estate del 2026 ha assunto una dimensione nazionale.

Il punto di partenza è che la mafia non possa essere interpretata soltanto attraverso le categorie del crimine e della repressione giudiziaria. Decenni di studi sulla psicologia del fenomeno mafioso hanno consentito di approfondire i processi culturali, familiari e relazionali che alimentano il vincolo mafioso: dai meccanismi di appartenenza e potere alla trasmissione intergenerazionale dei modelli, fino alla costruzione dell’identità e agli effetti che l’antropo-psichismo mafioso produce sulle persone, sulle famiglie e sulle comunità.

La tutela giuridica si incontra così con quella psicologica e sociale. Sottrarre un bambino o un adolescente al condizionamento mafioso non significa soltanto proteggerlo da un contesto di illegalità, ma accompagnarlo nella costruzione di nuovi legami, nuovi riferimenti identitari e concrete possibilità di futuro. Contrastare la mafia significa, dunque, anche interromperne l’eredità culturale e familiare, perché nessun bambino debba ricevere insieme al proprio nome anche un destino.

Ad aprire i lavori alle 10 sarà Vincenza Zarcone, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Regione siciliana. Seguiranno i saluti istituzionali, moderati da Antonio Balsamo e Barbara Vallesi Cardillo, con la partecipazione, tra gli altri, del presidente della Regione siciliana Renato Schifani, del presidente del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini, del procuratore della Repubblica di Palermo Maurizio De Lucia, del presidente dell’Anm Giuseppe Tango, del presidente della Commissione regionale Antimafia Antonello Cracolici, della procuratrice generale presso la Corte d’Appello di Palermo Lia Sava e degli assessori regionali Nuccia Albano, Mimmo Turano e Marcello Caruso. Interverranno inoltre il garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Giuseppe Perricone, il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Palermo Dario Greco e il presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Sicilia Giuseppe Ciulla.

Dalle 11.15 spazio agli approfondimenti con Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania e Girolamo Lo Verso, già professore ordinario di Psicoterapia e Psicologia del fenomeno mafioso dell’Università di Palermo. A seguire i contributi clinici e di ricerca di Cecilia Giordano, docente di Psicoterapia e Psicologia mafiosa all’Università di Palermo, e Giuseppa Zizzo, dirigente psicologa del Dipartimento di Salute mentale dell’Asp di Trapani. Nel pomeriggio un gruppo di discussione, facilitato dai presidenti degli Ordini degli Psicologi, degli Avvocati di Palermo e degli Assistenti Sociali della Sicilia, consentirà ai partecipanti di condividere riflessioni, esperienze e prospettive operative.

Alle 15 saranno presentate alcune esperienze di lavoro, in una sessione moderata da Antonella Luppino, coordinatrice del Gruppo di Lavoro di Psicologia Giuridica dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana, con gli interventi di Claudia Caramanna, procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo, e Pina Surace, coordinatrice nazionale del protocollo governativo “Liberi di scegliere” per Libera.

La giornata si concluderà alle 16 con una tavola rotonda moderata da Claudio Lo Piccolo, alla quale prenderanno parte Antonio Balsamo, Girolamo Lo Verso e Roberto Di Bella, per mettere a sistema le esperienze emerse e ragionare sulle prospettive future. Il convegno è patrocinato e accreditato ai fini della formazione forense dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo, con il riconoscimento di due crediti per la sessione mattutina e due per quella pomeridiana in materia di diritto pubblico.

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