Legambiente, rapporto Ecomafia: male Campania, Sicilia, Puglia e Calabria

A livello provinciale Napoli si conferma al primo posto, con reati in crescita (+8,9%) seguita da Salerno (+11,4%) e da Palermo (+59,6%).

In Italia nel 2025 calano, dopo due anni di crescita, i reati ambientali, ma le ecomafie continuano a lasciare il segno sull’ambiente e a incrementare il loro business. Quattro i segnali principali che indicano questo andamento fatto di luci e ombre. A confermarlo i dati del nuovo report di Legambiente “Ecomafia 2026. I numeri e le storie delle illegalità ambientali in Italia” (Edizioni Ambiente).

Nel 2025 la Sicilia è prima nei reati commessi contro gli animali, contro il patrimonio archeologico, e chiaramente prima per distacco per numero di incendi (estratto del rapporto in allegato), mentre è seconda per i reati commessi nel ciclo del cemento. Nona invece nel ciclo dei rifiuti (ma qui il dato sconfortante perché il numero di controlli effettuati è solo 1.235). Seconda per il numero complessivo di reati ambientali accertati.

Classifica regionale illegalità ambientali: Anche quest’anno la Campania si conferma la regione più colpita con 5.636 reati contestati, pari al 15,8% del totale nazionale e in aumento rispetto al 2024. Al secondo posto la Sicilia, con 3.726 reati ambientali, pari al 10,4% del totale nazionale, che sorpassa la Puglia (3.601 illeciti) seguita dalla Calabria (2.862 reati).

Classifica provinciale: Napoli si conferma alla guida della classifica provinciale dell’illegalità ambientale, con 2.512 reati, in aumento del +8,9% rispetto al 2024. Secondo posto per Salerno con 1.472 illeciti penali, anche qui in lieve rialzo (+11,4%), seguita da Palermo con 1.235 reati accertati e una crescita impressionante del +59,6%.

Classifica corruzione green: La Campania si colloca al primo posto con 15 inchieste, seguita da Sicilia (13), Lombardia (9), dalla Puglia (7), Lazio (6), Calabria (5), Piemonte (4) e via via tutte le altre regioni. In termini di arresti, è in testa la Sicilia, a quota 96, seguita da Campania (85), Puglia (53) e Lombardia (32). Il Mezzogiorno è l’area più colpita, con 27 inchieste.

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