Nuove intimidazioni scuotono il litorale palermitano. Questa volta nel mirino sono finiti diversi lidi di Isola delle Femmine, dove davanti agli stabilimenti balneari sono state ritrovate bottigliette contenenti benzina con un messaggio inequivocabile: un foglio a quadretti con scritto “5.000 euro”.
Un segnale che gli investigatori interpretano come una richiesta estorsiva rivolta ai titolari delle attività commerciali in vista della stagione estiva.
Secondo le prime ricostruzioni, i messaggi intimidatori sarebbero stati lasciati in più punti del litorale, con modalità analoghe e coordinate. I carabinieri hanno immediatamente avviato le indagini, acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona per cercare di identificare i responsabili.
Un clima già vissuto a Sferracavallo
L’episodio richiama quanto accaduto nelle scorse settimane a Sferracavallo, dove commercianti e ristoratori erano stati bersaglio di intimidazioni simili. In alcuni casi, i messaggi erano stati accompagnati persino da esplosioni di colpi d’arma da fuoco contro attività commerciali.
Un’escalation che riporta al centro il tema del racket delle estorsioni nelle borgate marinare e nelle aree commerciali legate al turismo balneare.
La risposta della Chiesa: “Nessuno deve avere paura”
Di fronte al clima di tensione, è arrivata una presa di posizione forte dell’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, intervenuto durante la Via Matris organizzata a Sferracavallo in occasione della memoria della Madonna di Fatima.
L’arcivescovo ha voluto incontrare personalmente alcuni commercianti colpiti dagli episodi intimidatori, lanciando un messaggio di vicinanza e di incoraggiamento.
“Non abbiamo paura e non vogliamo avere paura”, ha dichiarato Lorefice, sottolineando come nessuno debba sentirsi solo davanti alle intimidazioni mafiose. Il presule ha poi ribadito il sostegno della comunità ecclesiale e delle istituzioni ai commercianti che lavorano onestamente.
“Riconosciamo solo lo Stato”
Nel suo intervento, l’arcivescovo ha richiamato con forza il ruolo delle istituzioni e della legalità.
“Riconosciamo solo lo Stato”, ha affermato, chiedendo una presenza ancora più forte delle autorità sul territorio. Parole nette anche contro gli autori delle intimidazioni, definiti “falliti” perché agiscono “nel buio e nel nascondimento” contro chi lavora onestamente.
Il messaggio lanciato da Sferracavallo è quello di una comunità che prova a reagire pubblicamente alla pressione criminale, evitando che paura e isolamento prendano il sopravvento.
Indagini in corso sul litorale
Gli investigatori stanno adesso cercando di capire se dietro gli episodi di Isola delle Femmine e Sferracavallo vi sia la stessa regia criminale. L’attenzione è concentrata soprattutto sulle attività economiche legate all’estate e al turismo, storicamente considerate settori sensibili alle pressioni estorsive.
Nel frattempo cresce la preoccupazione tra commercianti e gestori dei lidi, mentre istituzioni, forze dell’ordine e associazioni antimafia chiedono una risposta immediata e coordinata per evitare che il racket torni a condizionare la vita economica del territorio.