Ismaele La Vardera conferma: “Sì, mi candido ufficialmente alla presidenza della Regione Siciliana”

Alle Officine Sandron di Palermo, nel giorno in cui il movimento Controcorrente ha celebrato il suo primo anno di vita, è arrivato l’annuncio che molti attendevano. Davanti a tesserati, amministratori locali e simpatizzanti, Ismaele La Vardera ha ufficializzato la sua candidatura alla presidenza della Regione Siciliana. Un passaggio politico che segna l’avvio di una nuova fase per il movimento e che apre formalmente la corsa verso le prossime elezioni regionali.

“È un giorno storico”, ha dichiarato dal palco il leader di Controcorrente. “Veniamo da anni bui e crediamo che questa terra non possa essere ancora martoriata da una classe politica che tratta la Sicilia come se fosse una cosa privata e per pochi. Per questa ragione, da questo momento sono candidato ufficialmente alla presidenza della Regione Siciliana”. Parole accolte da un lungo applauso, in una sala gremita che ha voluto celebrare il compleanno del movimento trasformandolo in un momento di rilancio politico.

La candidatura, almeno per ora, nasce in solitaria. Ma La Vardera non chiude alla costruzione di un fronte più ampio: “Sono a disposizione di una coalizione che dobbiamo costruire partendo anche da oggi. In sala vedo alcuni esponenti delle opposizioni e li ringrazio, consapevole che questa scelta è anche nelle loro mani. Oggi faccio dieci passi avanti, ma l’obiettivo è farne mille insieme già da domani”. Un messaggio chiaro rivolto al cosiddetto “campo largo”, con l’intento di aggregare le forze alternative all’attuale governo regionale.

“Sono io l’alternativa”: la sfida al governo regionale


Nel suo intervento, La Vardera ha rivendicato il ruolo di Controcorrente come “prima forza di opposizione nell’Isola”, ponendosi apertamente come alternativa all’attuale presidente della Regione, Renato Schifani. “Sono io l’alternativa a Schifani”, ha ribadito, lasciando intendere che la sfida sarà diretta e senza sconti.

Il riferimento non è soltanto elettorale. Il leader di Controcorrente ha parlato anche della mozione di sfiducia annunciata nei confronti del governo regionale, sostenendo che potrebbe trovare consensi trasversali: “Anche in Forza Italia c’è chi la voterà”, ha affermato, aprendo uno scenario politico che potrebbe incidere sugli equilibri dell’Ars nei prossimi mesi.

L’intervento si è concentrato soprattutto sulla necessità di rompere con i meccanismi della “vecchia politica”, accusata di gestire la Sicilia come un bene privato. Un linguaggio netto, coerente con lo stile comunicativo che ha contraddistinto La Vardera fin dagli esordi, prima come giornalista d’inchiesta e poi come parlamentare regionale.

L’evento delle Officine Sandron, tuttavia, non è stato solo il palcoscenico dell’annuncio. È stato pensato come una giornata programmatica, dedicata alla presentazione delle prime dieci proposte elaborate dai dipartimenti tematici del movimento. Un modo per affiancare alla candidatura una piattaforma di contenuti e non soltanto una dichiarazione d’intenti.

Le proposte e i numeri di un anno di Controcorrente


A coordinare il lavoro dei dipartimenti è stato Michele Sodano, ex deputato alla Camera, che ha illustrato i temi affrontati in questi mesi: dalla “restanza” – intesa come politiche per trattenere i giovani in Sicilia – alla sanità, dal lavoro allo sviluppo digitale. Tra le iniziative presentate anche la piattaforma “OpenSicilia”, pensata per rafforzare la trasparenza amministrativa.

Non sono mancate proposte sulla gestione dell’acqua, tema cruciale per l’Isola, sulle pari opportunità e sull’accessibilità per le persone con disabilità, sullo sport e sull’istruzione. Ampio spazio è stato dedicato alla legalità, con un momento particolarmente simbolico: l’adesione al movimento di Oliviero Sangani, nipote di un boss mafioso che ha scelto di cambiare vita, presentato sul palco da Alessio Cordaro, figlio di Lia Pipitone, vittima di mafia. Un passaggio che ha voluto ribadire la centralità del contrasto alla criminalità organizzata nella visione politica di Controcorrente.

Sodano ha sottolineato il metodo adottato: “Abbiamo fatto un lavoro che mette al centro i problemi che ogni giorno affrontano tutti i cittadini siciliani. L’abbiamo fatto con lo spirito Controcorrente, coinvolgendo esperti del settore, come il ricercatore universitario Michele Segretario dell’Università di Berkeley e tanti altri professionisti”.

Nel corso del pomeriggio sono intervenuti anche i vertici del movimento. Il coordinatore Gandolfo Lo Verde e i vicepresidenti Piera Aiello e Filippo Occhipinti hanno illustrato la crescita organizzativa di Controcorrente: 2.416 tesserati nel 2026 e 86 fari territoriali aperti in tutta la Sicilia. Numeri che, nelle intenzioni del gruppo dirigente, dimostrano un radicamento sempre più capillare.

Non solo opposizione, però. Sul palco sono saliti anche amministratori locali vicini al movimento, come il sindaco di Linguaglossa Luca Stagnitta e l’assessore di Trapani Andrea Genco. Una scelta simbolica per rispondere a chi, in questi mesi, ha accusato Controcorrente di essere solo “scruscio”, rumore mediatico senza capacità di governo.

“Fino a ora ho sentito dire che Controcorrente è solo scruscio”, ha concluso Lo Verde. “Bene, con questi innesti stiamo dimostrando di essere anche forza di governo, di buon governo. Ogni giorno riceviamo richieste di adesione da diversi esponenti politici, ma Controcorrente non è per tutti: chi è qui ha dimostrato che si può amministrare con principi che vanno nella direzione opposta ai meccanismi della vecchia classe politica”.

La candidatura di Ismaele La Vardera, dunque, non arriva come un fulmine a ciel sereno, ma come l’esito di un percorso costruito nell’arco di un anno. Resta da capire se e come si comporrà l’alleanza che il leader auspica. Per ora, però, la corsa è ufficialmente partita. E dalle Officine Sandron è stato lanciato un messaggio chiaro: Controcorrente vuole trasformare l’opposizione in proposta di governo e candidarsi a guidare la Sicilia nel prossimo futuro.

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