Insegnare ai senzatetto a usare il pc e scrivere un curriculum per avere una chance

Connessione digitale e inclusione sociale: sono queste le parole chiave del progetto nazionale “Includo”, che in Sicilia ha coinvolto 56 persone senza dimora, di cui una trentina a Palermo, tra i 34 e i 50 anni, offrendo loro strumenti concreti per avvicinarsi al mondo del lavoro.

Formazione digitale e soft skills



Grazie al percorso formativo, i partecipanti hanno acquisito competenze digitali fondamentali, imparando a utilizzare lo SPID, a scrivere un curriculum vitae efficace e a sviluppare le cosiddette soft skills, capacità relazionali utili per affrontare colloqui di lavoro e percorsi di inserimento professionale.

I risultati del progetto sono stati presentati durante il convegno “Progetto Includo – Numeri, sguardi e prospettive”, svoltosi nell’aula Borsellino del Dipartimento di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali dell’Università di Palermo.

Un modello di inclusione sociale e lavorativa


Dopo mesi di formazione e accompagnamento personalizzato, “Includo” ha dimostrato come sia possibile combinare alfabetizzazione tecnologica e rafforzamento delle autonomie individuali, trasformando gli strumenti digitali in leve per ricostruire fiducia, progettualità e prospettive di reinserimento. A livello nazionale, il progetto ha coinvolto oltre 290 persone attualmente ai margini del mercato del lavoro.

Sostenuto dal Fondo per la Repubblica digitale impresa sociale, “Includo” è promosso dal Centro studi Opera Don Calabria, in collaborazione con il Centro italiano Opere femminili Salesiane (Ciofs), fio.Psd e il Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali dell’Università di Palermo.

Il direttore della Caritas di Palermo, don Sergio Ciresi, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: «La nostra sfida è stata far seguire le lezioni a chi è in difficoltà. È stato un grande successo. I senza dimora comprendono anche coloro che vivono in case occupate abusivamente, centinaia di famiglie a Palermo che cerchiamo di sostenere».

Secondo Giuseppe Mattina, coordinatore del Centro studi Opera Don Calabria, e Agnese Ciulla, della segreteria nazionale di fio.Psd, il progetto dimostra come «anche le persone fragili, se accompagnate in un percorso di alfabetizzazione digitale, possano inserirsi nel mondo del lavoro come chiunque altro».

Un esempio concreto di come formazione e tecnologia possano diventare strumenti di inclusione sociale e opportunità di riscatto per chi si trova in situazioni di estrema fragilità.

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