INPS stacca i rubinetti: sulla prossima PENSIONE troveremo molti meno soldi | Colpa dei nostri antenati del 1995

La riduzione colpirà tantissimi pensionati che rientrano in una specifica categoria: ecco a quanto ammonta la riduzione

La pensione anticipata ha cambiato il sistema di pensionamento in Italia. Questo tipo di pensione sostituisce quella di anzianità e consente alle persone di smettere di lavorare prima di arrivare all’età di pensionamento normale, attualmente fissata a 67 anni.

Chi può richiedere la pensione anticipata? Possono farlo gli assicurati di vari fondi pensione gestiti dall’INPS, purché abbiano accumulato almeno 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Grazie al Decreto Legge n. 4/2019, il requisito di contribuzione non subisce aggiustamenti basati sull’aspettativa di vita calcolata dall’ISTAT fino al 31 dicembre 2024.

Una volta raggiunto il requisito contributivo, per ottenere la pensione è necessario aspettare un periodo di “finestra” di 3 mesi, durante il quale è possibile continuare a lavorare. Non è richiesto un requisito minimo di età per poter accedere alla pensione anticipata.

Cosa serve per andare in pensione anticipatamente

Per ottenere la pensione, è essenziale interrompere qualsiasi lavoro dipendente, salvo per chi opta per il part-time. Questa regola non si applica ai lavoratori autonomi o parasubordinati. Dopo il pensionamento, è possibile iniziare un nuovo lavoro dipendente senza perdere i benefici pensionistici, grazie alla normativa che consente il cumulo dei redditi da lavoro con la pensione.

Questa flessibilità supporta una transizione agevole verso il pensionamento, permettendo a chiunque di continuare a contribuire al mercato del lavoro secondo le proprie esigenze e capacità.

Soldi prelevati – Pixabay – Sicilianews24

Meno soldi ad alcuni lavoratori

La circolare n. 78 del 2024 dell’Inps ha introdotto nuove disposizioni pensionistiche in seguito alla legge di Bilancio 2024, con particolare impatto sui dipendenti degli enti locali e del settore sanitario. Questi lavoratori, che hanno scelto di andare in pensione anticipatamente quest’anno, rischiano di subire una riduzione degli assegni pensionistici.

La normativa riguarda specificamente il personale affiliato alla CPDEL, CPI, CPS e CPUG, con un’anzianità contributiva inferiore ai 15 anni al 31 dicembre 1995. La riforma prevede una modifica delle aliquote di rendimento, riducendo l’aliquota applicata per i periodi pre-1995 al 2,5%, mentre quella per i periodi successivi rimane invariata al 2%. Questo cambiamento mira a garantire una maggiore sostenibilità economica del sistema pensionistico nel lungo termine, pur cercando di bilanciare le esigenze dei pensionati.