Incendio al potabilizzatore di Piano Amata: disagi idrici in sette Comuni dell’Agrigentino

Un vasto incendio che ha devastato l’area di Piano Amata, nel territorio di Cammarata, ha causato il danneggiamento del potabilizzatore gestito da Siciliacque, costringendo alla sospensione dell’esercizio dell’acquedotto Fanaco. L’emergenza, che si inserisce nel quadro dei numerosi roghi che stanno interessando l’Agrigentino, rischia di avere pesanti ripercussioni sulla distribuzione idrica in diversi centri della provincia.

Secondo le prime stime, il fronte del fuoco ha distrutto circa 200 ettari di territorio tra Cammarata e Castronovo di Sicilia, arrivando a interessare direttamente l’impianto di potabilizzazione a servizio dell’invaso Fanaco.

Sette Comuni interessati dalla sospensione

AICA (Azienda Idrica Comuni Agrigentini) ha comunicato che i Comuni coinvolti dalla sospensione dell’impianto sono:

Casteltermini
Canicattì
San Giovanni Gemini
Favara
Aragona
Comitini
Porto Empedocle

La situazione più critica riguarda Canicattì e San Giovanni Gemini, dove la sospensione della produzione idrica determina una portata nulla in ingresso ai serbatoi comunali.

A Casteltermini, invece, l’approvvigionamento è quasi azzerato: ai serbatoi arrivano soltanto 5 litri al secondo provenienti da una fonte locale, a fronte dei 30 litri al secondo normalmente necessari per garantire il servizio.

Riduzioni significative per Favara, Aragona, Comitini e Porto Empedocle

Meno grave, ma comunque delicata, la situazione nei Comuni di Favara, Aragona, Comitini e Porto Empedocle. In queste realtà si registra una consistente riduzione delle portate idriche in ingresso ai serbatoi comunali.

A mitigare l’emergenza contribuisce il sistema Voltano, che continua a funzionare regolarmente e consente di mantenere una parte dell’approvvigionamento idrico, evitando al momento l’interruzione totale del servizio.

AICA monitora l’emergenza

L’Azienda Idrica Comuni Agrigentini ha attivato un monitoraggio costante della situazione, mantenendo un contatto diretto con Siciliacque e con i sindaci dei Comuni interessati. Nelle prossime ore saranno effettuate le verifiche necessarie per valutare l’entità dei danni e stabilire se il potabilizzatore potrà essere rimesso in funzione già nella giornata successiva.

L’azienda ha assicurato che eventuali aggiornamenti saranno comunicati tempestivamente ai cittadini.

Garantita l’operatività dei Vigili del Fuoco

Lo stop all’acquedotto Fanaco ha reso necessario adottare misure straordinarie anche per garantire le attività di soccorso. I Vigili del Fuoco del distaccamento di Canicattì, infatti, si approvvigioneranno temporaneamente presso l’idrante di Castrofilippo.

Una soluzione resa possibile grazie all’intervento immediato del sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo, che si è attivato per scongiurare qualsiasi criticità nelle operazioni di spegnimento e soccorso.

Un’altra emergenza a Bivona

Nelle stesse ore un secondo vasto incendio ha impegnato uomini e mezzi in contrada Savarini, nel territorio di Bivona. Le fiamme hanno minacciato da vicino un opificio per la lavorazione del marmo, costringendo le squadre di terra a un lungo lavoro di contenimento in attesa dell’arrivo dei mezzi aerei.

L’ondata di incendi che sta interessando la provincia continua dunque a mettere sotto pressione infrastrutture strategiche, attività produttive e servizi essenziali, alimentata dalle alte temperature e dalle condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli alla propagazione dei roghi.

Redazione: