Immaginate un animale capace di modificare il proprio aspetto e i propri movimenti fino a ricordare creature molto diverse tra loro. Non è un personaggio fantastico, ma il polpo mimo (Thaumoctopus mimicus), una specie marina conosciuta per le sue sorprendenti strategie di camuffamento e imitazione.
Vive nelle acque tropicali dell’Indo-Pacifico, soprattutto su fondali sabbiosi e fangosi, dove può incontrare numerosi predatori. In un ambiente così esposto, nascondersi non significa necessariamente diventare invisibili: talvolta la soluzione migliore è assumere l’aspetto di un animale che gli altri preferiscono evitare.
Quando il corpo diventa un travestimento
Il polpo mimo può modificare rapidamente il colore, la postura e la disposizione delle braccia. In determinate situazioni è stato osservato assumere configurazioni che ricordano animali marini come pesci piatti, serpenti marini o pesci leone. Le forme imitate non sono semplici copie perfette: ciò che colpisce gli studiosi è la combinazione di movimenti e atteggiamenti che può rendere credibile il travestimento agli occhi di un possibile predatore.
Se si allunga sul fondale, per esempio, può apparire molto diverso da quando raccoglie le braccia vicino al corpo o le dispone in modo da suggerire la sagoma di un’altra specie. Il risultato dipende dalla situazione e dalla minaccia che deve affrontare.
Questa capacità non va confusa con un cambiamento d’identità consapevole nel senso umano del termine. Gli scienziati osservano comportamenti flessibili e complessi, ma non possono attribuire automaticamente all’animale intenzioni o ragionamenti identici ai nostri.
Una strategia che richiede flessibilità
Molti animali utilizzano il mimetismo: alcuni insetti sembrano foglie, certe farfalle mostrano disegni che ricordano occhi e numerosi pesci si confondono con il fondale. Il polpo mimo si distingue perché combina il controllo del corpo con una notevole varietà di posture.
I polpi, in generale, possiedono un sistema nervoso complesso e una straordinaria capacità di manipolare oggetti e adattare il comportamento all’ambiente. Nel caso di questa specie, il mimetismo offre un esempio particolarmente evidente di quanto la flessibilità possa essere utile per sfuggire ai predatori.
Resta però molto da capire. Gli studiosi continuano a indagare quali segnali determinino la scelta di una particolare postura e quanto questa dipenda dalla presenza di specifici nemici.
Il polpo mimo ricorda che nel mondo animale l’apparenza può diventare uno strumento di sopravvivenza. In mare, dove un incontro può trasformarsi in una minaccia in pochi secondi, sapersi presentare sotto una forma inattesa può fare la differenza tra essere individuati e riuscire a fuggire.