Il gatto sente la mancanza del padrone? Come vive davvero la nostra assenza

Quando partiamo per qualche giorno, una delle domande più frequenti tra chi vive con un gatto è sempre la stessa: ci sentirà la nostra mancanza? L’idea che il gatto sia completamente indipendente e non abbia bisogno della presenza umana è ormai superata. I felini domestici possono infatti creare legami molto profondi con le persone con cui condividono la quotidianità, anche se manifestano l’attaccamento in modo diverso rispetto ai cani.

Il gatto riconosce la voce, l’odore e le abitudini del proprio umano e può accorgersi rapidamente della sua assenza. Questo non significa necessariamente che viva la separazione con ansia: molto dipende dal carattere dell’animale, dal rapporto instaurato con la persona e dalla durata dell’assenza.

Come cambia il comportamento quando siamo lontani

Non esiste un unico modo in cui un gatto reagisce alla partenza del proprio umano. Alcuni sembrano continuare tranquillamente la loro routine, soprattutto se rimangono nella propria casa, nell’ambiente che conoscono e con una persona di riferimento che si occupa di loro.

Altri, invece, possono mostrare piccoli cambiamenti. Possono diventare più vocali, cercare maggiormente il contatto, dormire nei luoghi associati al proprietario oppure trascorrere più tempo vicino alla porta o agli oggetti che ne conservano l’odore. In alcuni casi possono apparire più riservati o modificare temporaneamente le proprie abitudini.

È importante però non interpretare ogni comportamento insolito come “nostalgia”. Un cambiamento può essere provocato anche dalla modifica della routine, dall’assenza di una persona conosciuta, dalla presenza di un estraneo in casa o semplicemente dallo stress legato a una situazione nuova.

Anche la durata dell’assenza conta. Per un gatto abituato a trascorrere molto tempo con il proprio umano, alcuni giorni senza vederlo possono rappresentare un cambiamento significativo, soprattutto se la routine quotidiana viene modificata.

Il ritorno a casa: feste, indifferenza e comportamenti curiosi


Una delle reazioni che lascia più perplessi i proprietari arriva proprio al momento del ritorno. Ci si aspetta magari un’accoglienza calorosa e invece il gatto sembra ignorarci, si allontana o continua tranquillamente quello che stava facendo.

Non significa necessariamente che non ci sia mancato. Ogni gatto esprime l’attaccamento a modo proprio. Alcuni corrono incontro al proprietario, altri iniziano a miagolare, fanno le fusa o cercano immediatamente il contatto. Altri ancora possono mostrarsi apparentemente indifferenti e avvicinarsi soltanto dopo qualche ora.

In realtà, il ritorno alla normalità può essere graduale. È preferibile lasciare che sia il gatto a decidere quando ristabilire il contatto, senza prenderlo in braccio o cercare subito di coinvolgerlo. Tornare rapidamente alla consueta routine di pasti, giochi, coccole e momenti di tranquillità può aiutarlo a ritrovare sicurezza.

Se dopo un’assenza il gatto manifesta invece per diversi giorni cambiamenti importanti, come mancato appetito, eliminazioni fuori dalla lettiera, forte isolamento, agitazione o vocalizzazioni insolite, è bene osservare attentamente la situazione. Lo stress può influire sul benessere dell’animale, ma alcuni di questi segnali possono avere anche cause fisiche e, se persistono, meritano un confronto con il veterinario.

Il gatto, dunque, può certamente accorgersi della nostra assenza e può sentire la mancanza della persona con cui ha costruito un legame. Semplicemente, non sempre lo dimostra nel modo che ci aspettiamo. Il suo affetto può essere discreto, fatto di routine, vicinanza e piccoli gesti quotidiani che spesso impariamo a riconoscere soltanto vivendo insieme a lui.

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