Il commercio illegale di e-waste trasforma il Bangladesh in un importatore netto.

Il commercio illegale di e-waste trasforma il Bangladesh in un importatore netto.

### Settore Tessile e e-Waste: La Maggiore Fonte di Importazione

Il settore tessile e dell’abbigliamento si conferma il principale responsabile, rappresentando il 27% degli importatori di e-waste. Mongabay ha contattato Unilever Bangladesh Limited, una delle 40 aziende importatrici, e l’unica a fornire una risposta. Shamima Akhter, direttrice degli affari aziendali, ha dichiarato che l’azienda non ha importato rifiuti elettronici, ma ha fornito un carico per la misurazione di precisione il cui codice HS è 90318.

Altre aziende, come Square Toiletries Limited e la Commissione per l’Energia Atomica del Bangladesh, non hanno risposto alle richieste di commento, così come il National Board of Revenue.

## Un’Importazione Illegale Preoccupante

I dati del NBR, insieme a uno studio di Transparency International Bangladesh (TIB), rivelano che gli importi sotto il codice HS 8549 ammontano circa a 700.000 dollari negli anni passati, con stime di 14.985 tonnellate di e-waste e scarti importati contro solamente 4.040 tonnellate di circuiti stampati esportati. Il rapporto della TIB avverte che questi dati potrebbero sottovalutare la reale entità del problema a causa di possibili dichiarazioni errate sotto altri codici HS.

Md. Ziaul Haque, direttore aggiunto generale del Department of Environment (DoE), ha espresso grave preoccupazione riguardo al commercio illegale di e-waste che avviene attraverso canali di importazione dichiarati. Ha sottolineato che le leggi del Bangladesh consentono importazioni di e-waste solo se necessarie e non dannose per l’ambiente, evidenziando l’urgenza di un controllo più rigoroso.


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