Il cervello dei gatti è più simile a quello umano di quanto pensiamo

Per anni i gatti sono stati considerati animali misteriosi, indipendenti e difficili da interpretare. Eppure la scienza sta scoprendo che il loro cervello ha molto più in comune con quello umano di quanto si pensasse.

Dalla memoria alle emozioni, passando per apprendimento e relazioni sociali, i felini domestici possiedono capacità cognitive sorprendenti. Anche se il loro modo di comunicare è diverso dal nostro, molti meccanismi neurologici funzionano in maniera simile.

Una struttura cerebrale molto evoluta

Il cervello del gatto è piccolo rispetto a quello umano, ma la sua struttura presenta analogie notevoli. La corteccia cerebrale — l’area coinvolta in decisioni, memoria ed elaborazione delle informazioni — è particolarmente sviluppata.

Secondo alcuni studi neurologici, i gatti possiedono circa 250 milioni di neuroni nella corteccia cerebrale. Gli esseri umani ne hanno molti di più, ma il modo in cui queste cellule comunicano segue schemi sorprendentemente simili.

Anche le aree legate alle emozioni e al comportamento sociale mostrano somiglianze con quelle umane e con altri mammiferi complessi.

I gatti hanno memoria ed emozioni


Molti proprietari si accorgono che i gatti ricordano persone, luoghi e routine per lunghi periodi. La scienza conferma che possiedono sia memoria a breve termine sia memoria associativa molto sviluppata.

Un gatto può collegare esperienze positive o negative a persone specifiche, ambienti o situazioni. È uno dei motivi per cui alcuni diventano diffidenti dopo traumi o, al contrario, cercano con affetto chi li fa sentire al sicuro.

Anche sul piano emotivo, i felini sono molto più complessi di quanto suggerisca il loro comportamento apparentemente distaccato. Possono provare stress, paura, curiosità, piacere e creare forti legami affettivi.

Capiscono più di quanto mostrano

A differenza dei cani, i gatti non sono stati selezionati per obbedire all’uomo. Questo ha alimentato il mito che siano meno intelligenti. In realtà, molti esperimenti dimostrano che riconoscono il nome, la voce del proprietario e persino alcune emozioni umane.

Semplicemente, scelgono più spesso se reagire oppure ignorare uno stimolo.

Alcuni ricercatori ritengono che il comportamento del gatto sia guidato da una valutazione continua di convenienza e sicurezza, piuttosto che da un impulso automatico alla collaborazione.

Il sonno e i sogni dei felini


Anche il modo in cui dormono rivela somiglianze con gli esseri umani. I gatti attraversano fasi di sonno profondo e fase REM, quella associata ai sogni.

Durante questa fase possono muovere baffi, zampe o emettere piccoli versi, segno che il cervello sta elaborando informazioni ed esperienze vissute durante la giornata.

Un animale ancora pieno di misteri

Nonostante i progressi della ricerca, il cervello dei gatti conserva molti aspetti ancora poco conosciuti. Ogni nuova scoperta, però, conferma che dietro il comportamento enigmatico dei felini si nasconde una mente sofisticata, sensibile e sorprendentemente vicina alla nostra.

Forse è anche per questo che, da migliaia di anni, i gatti continuano ad affascinare gli esseri umani come pochi altri animali al mondo.

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