Ripicca, gelosia o semplice noia?
Rientrare a casa e trovare il cuscino distrutto, le scarpe rosicchiate o il vaso preferito ridotto in mille pezzi. Oppure assistere alla scena, ormai familiare a molti proprietari di gatti, di un felino che spinge lentamente un oggetto verso il bordo del tavolo, si ferma un istante e lo fa cadere proprio mentre lo stiamo guardando. A quel punto la domanda nasce spontanea: lo sta facendo apposta per farmi arrabbiare?
La risposta è meno vendicativa di quanto immaginiamo, ma non per questo meno interessante. Cani e gatti possono imparare a ripetere azioni che attirano l’attenzione o producono risultati graditi. Tuttavia, attribuire loro il desiderio di punirci per un torto subito significa interpretare il loro comportamento con categorie tipicamente umane.
Prendiamo il cane che distrugge un paio di scarpe durante la nostra assenza. Non sta necessariamente protestando perché siamo usciti senza di lui. Masticare è un comportamento naturale, può aiutare a scaricare energia e può essere particolarmente gratificante quando l’animale è annoiato o non dispone di alternative adeguate. In altri casi, la distruzione degli oggetti può essere associata a stress e difficoltà a restare solo.
Anche il gatto che fa cadere una penna, un bicchiere vuoto o un soprammobile potrebbe non avere alcuna intenzione di provocare il proprietario. Gli oggetti in movimento stimolano la curiosità e possono ricordare, per certi aspetti, le piccole prede che il felino esplora e colpisce con le zampe. Se poi ogni caduta è seguita da un’immediata reazione umana, anche una sgridata può trasformarsi in una forma di attenzione.
Il risultato è un curioso paradosso: convinti di rimproverare i nostri animali, potremmo finire per rinforzare proprio il comportamento che vorremmo interrompere.
Gelosia e musi lunghi: gli animali hanno davvero le nostre emozioni?
Un altro grande classico riguarda la gelosia. Basta accarezzare un secondo cane perché il primo si infili tra le gambe, oppure dedicare qualche minuto al nuovo gattino perché il felino di casa sembri improvvisamente offeso. Sono reazioni che fanno sorridere, ma meritano di essere osservate con attenzione.
Alcuni studi hanno rilevato nei cani comportamenti compatibili con una risposta a situazioni percepite come competitive, soprattutto quando il proprietario interagisce con un altro soggetto. Questo, però, non significa che l’esperienza emotiva dell’animale sia identica alla gelosia umana, né che ogni comportamento di interposizione dimostri un sentimento di rivalità.
Spesso entrano in gioco la ricerca di attenzione, l’apprendimento, il legame con il proprietario e la necessità di mantenere una situazione prevedibile. Un animale abituato a ricevere attenzioni in determinati momenti può reagire quando la routine cambia.
Anche i gatti possono risentire dell’arrivo di un nuovo animale, di un trasloco o di modifiche nell’ambiente domestico. Nascondersi, evitare il contatto, marcare il territorio o diventare più irritabili possono essere segnali di disagio, non manifestazioni di un rancore da coltivare in silenzio.
E il celebre sguardo colpevole del cane dopo una marachella? Non è una prova che abbia compreso la propria colpa come farebbe una persona. Quell’espressione può essere una risposta ai segnali del proprietario, al tono della voce e alla tensione del momento. In altre parole, potrebbe aver capito che siamo arrabbiati senza collegare il nostro rimprovero a un’azione compiuta molto tempo prima.
Come fermare le marachelle senza trasformare casa in un tribunale
La prima regola è evitare le punizioni a posteriori. Sgridare un cane per un oggetto distrutto ore prima difficilmente gli insegnerà quale comportamento avrebbe dovuto adottare. Potrebbe soltanto aumentare la sua insicurezza o la paura delle nostre reazioni.
È più efficace prevenire le occasioni di errore e premiare le alternative corrette. Per il cane possono essere utili passeggiate adeguate alle sue esigenze, giochi di ricerca olfattiva, attività di masticazione sicure e brevi esercizi educativi. Per il gatto, tiragraffi, mensole accessibili, giochi interattivi e momenti di attività aiutano a soddisfare bisogni naturali e a ridurre la noia.
Se il felino si diverte a spingere oggetti dal tavolo, conviene mettere al sicuro quelli fragili e offrirgli giochi che possa colpire e inseguire. Se il cane tende a rosicchiare le scarpe, è meglio impedirgli di raggiungerle e mettere a disposizione alternative adatte.
Quando il comportamento compare improvvisamente, diventa molto intenso o si accompagna a vocalizzazioni insistenti, aggressività, cambiamenti nell’appetito o difficoltà a restare soli, è opportuno chiedere consiglio al veterinario. Dietro una marachella possono esserci dolore, stress o altri problemi che non vanno sottovalutati.
La prossima volta che il gatto farà cadere una penna sotto i vostri occhi o il cane vi accoglierà con il tappeto trasformato in coriandoli, provate quindi a fermarvi prima di pronunciare la sentenza. Non è detto che vi stiano sfidando: forse stanno comunicando un bisogno, cercando uno stimolo o ripetendo un comportamento che, senza volerlo, avete insegnato loro.
Naturalmente, questo non significa che dobbiate rinunciare al vostro tappeto preferito. Significa soltanto che, prima di accusare il vostro coinquilino a quattro zampe di vendetta premeditata, conviene indagare. Con gli animali, molto spesso, la soluzione non è trovare il colpevole, ma capire che cosa lo ha spinto ad agire.