I cani provano gelosia? Ecco cosa succede davvero nel cervello

Molti proprietari lo notano subito: il cane che si inserisce tra due persone che si abbracciano, che spinge via un altro animale quando riceve attenzioni, oppure che diventa insistente quando il proprietario accarezza un altro cane o un nuovo membro della famiglia.

A prima vista sembra gelosia. Ma cosa sta succedendo davvero? La scienza oggi non parla di gelosia nel senso umano e complesso del termine, ma riconosce nei cani una forma di comportamento sociale competitivo legato all’attenzione e alle risorse affettive.

Il cervello del cane e la “competizione sociale”

Studi di neuroscienze comportamentali hanno dimostrato che i cani reagiscono in modo diverso quando vedono il proprio proprietario interagire con un altro animale o oggetto percepito come “concorrente”.
In questi momenti si attivano aree del cervello legate:

all’emozione;

alla ricompensa;

all’attenzione sociale.

In particolare entrano in gioco circuiti simili a quelli coinvolti nel sistema della dopamina, la sostanza associata alla gratificazione e al piacere.
Quando il cane percepisce che l’attenzione del proprietario si sposta altrove, può interpretarlo come una perdita di “ricompensa sociale”.

Non è gelosia umana, ma attaccamento


La differenza fondamentale sta nella complessità emotiva. La gelosia umana include pensieri astratti, confronto sociale e interpretazioni del comportamento altrui.

Nel cane, invece, il comportamento è più immediato: si tratta di una risposta emotiva legata all’attaccamento e alla gestione dell’accesso alle risorse sociali.

In altre parole, il cane non pensa “mi stai tradendo”, ma piuttosto reagisce a un cambiamento nel flusso di attenzione e interazione con la sua figura di riferimento.

Gli esperimenti che hanno sorpreso gli scienziati

In alcuni studi, ai cani è stato mostrato il proprietario mentre accarezzava:

un altro cane;

un oggetto inanimato;

o un cane finto.

I risultati hanno mostrato che i cani reagiscono in modo più intenso quando l’attenzione viene diretta verso un “rivale sociale”, anche se non sempre reale. In questi casi possono:

spingere il proprietario;

abbaiare;

cercare di inserirsi fisicamente tra i due;

aumentare le richieste di contatto.

Il ruolo dell’attaccamento

Il comportamento “geloso” è più frequente nei cani con forte legame con il proprietario. Questo attaccamento attiva sistemi neurologici simili a quelli del legame madre-figlio nei mammiferi.
Più forte è il legame, più il cane è sensibile alla distribuzione dell’attenzione.

Un’emozione o un’interpretazione?


Gli scienziati discutono ancora se sia corretto parlare di gelosia o piuttosto di “competizione sociale” o “protezione della risorsa affettiva”.
La verità probabilmente sta nel mezzo: i cani non provano emozioni identiche alle nostre, ma vivono stati emotivi complessi che hanno funzioni simili, come mantenere il legame con il gruppo sociale.

Un comportamento che parla di legame

Quello che chiamiamo gelosia, in fondo, è spesso il segnale di un legame forte. Il cane non vuole “escludere” gli altri per cattiveria, ma cerca di mantenere vicina la sua figura di riferimento.
Ed è proprio questa intensità emotiva a rendere il rapporto tra cane e uomo così unico nel mondo animale.

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