In occasione della Giornata Nazionale contro la Pedofilia e la Pedopornografia, l’Associazione Meter rilancia l’allarme su un fenomeno in crescita costante e sempre più difficile da contrastare. I dati relativi al 2025 descrivono uno scenario inquietante, in cui la diffusione di contenuti illegali online si intreccia con l’uso distorto delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale.
Numeri record e nuove forme di abuso digitale
Secondo l’Osservatorio Meter, nel 2025 sono stati individuati 785.072 immagini e 1.733.043 video contenenti abusi sessuali su minori diffusi su scala internazionale. A questi numeri si aggiungono 8.213 minori vittime di deepnude in Italia, immagini generate o manipolate tramite intelligenza artificiale che denudano o alterano il corpo di bambini e adolescenti senza alcun consenso.
Un fenomeno che segna un’evoluzione preoccupante: la tecnologia non solo amplifica la diffusione dei contenuti illeciti, ma consente anche la creazione di nuovi tipi di abuso digitale. Tra gli strumenti citati nel report figura anche l’intelligenza artificiale Grok, indicata come coinvolta nel 14% dei contenuti deepnude rilevati.
Le vittime restano sempre reali: minori esposti a una violazione profonda della propria identità e dignità.
Reti globali e traffico di contenuti illegali
Il monitoraggio ha individuato 505 domini nazionali coinvolti nella diffusione di materiale illecito e 1.532 link su domini generici, con una forte presenza del dominio “.com”. Tra le aree geografiche maggiormente interessate compaiono Nuova Zelanda, Territorio Britannico dell’Oceano Indiano, Montenegro, Russia e Stati Uniti. Anche l’Italia risulta coinvolta con segnalazioni su domini “.it”.
Nonostante il numero complessivo di link appaia in calo rispetto al 2024, il fenomeno non sarebbe diminuito: i circuiti criminali utilizzano sistemi sempre più sofisticati, con link temporanei, reti criptate e archivi protetti da accessi a pagamento o registrazione.
Si tratta di un sistema organizzato, che rende estremamente complesso il lavoro di tracciamento e contrasto da parte delle autorità.
Il sommerso degli abusi e il lavoro del Centro Ascolto
Accanto all’attività di monitoraggio online, il Centro Ascolto Meter ha seguito nel 2025 110 casi di minori e famiglie, offrendo supporto psicologico e assistenza. La macroarea degli abusi rappresenta il 32% dei casi trattati, con una prevalenza di violenze sessuali attuali ma anche con un aumento delle situazioni emerse a distanza di anni.
Nel periodo 2015–2025, i casi seguiti sono stati complessivamente 393, di cui 211 abusi sessuali accertati. Numeri che, secondo l’associazione, evidenziano un fenomeno ancora ampiamente sommerso e la necessità di interventi continuativi e tempestivi.
L’appello di Don Fortunato Di Noto
Il presidente dell’Associazione Meter, Don Fortunato Di Noto, ha lanciato un appello alle istituzioni e alla società civile affinché il tema resti al centro dell’attenzione pubblica.
«È necessario portare al centro dell’attenzione pubblica un fenomeno grave e diffuso come la pedofilia e gli abusi sui minori. Questi numeri dovrebbero essere letti da tutti. Eppure c’è ancora chi si volta dall’altra parte, perché chi non vede non può capire. È fondamentale diffondere consapevolezza, strumenti di prevenzione e un’informazione corretta, sostenendo concretamente chi ogni giorno opera per la tutela dei minori».
Un fenomeno in evoluzione che richiede risposte globali
Il quadro delineato evidenzia una criminalità digitale sempre più strutturata e globale, in cui l’uso delle nuove tecnologie amplifica la capacità di diffusione dei contenuti illeciti. Le associazioni impegnate nel contrasto agli abusi sui minori chiedono un rafforzamento della cooperazione internazionale e strumenti più efficaci di prevenzione e rimozione dei contenuti.
La sfida, oggi, non riguarda solo il web, ma la capacità della società di proteggere i più vulnerabili in un ecosistema digitale sempre più complesso.