Gioiellieri siciliano graziato da Mattarella. La moglie: “Mi ha salvato la vita”
“Ringrazio il presidente Sergio Mattarella per la grazia, anche se parziale. Per me lui è il mio eroe, mi ha salvato la vita mentre subivo violenza”. Sono le parole di Maria Angela Distefano, moglie di Guido Gianni, il gioielliere di Nicolosi condannato a 12 anni e 4 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante un tentativo di rapina nella sua gioielleria nel 2008.
Il Capo dello Stato ha firmato oggi tre decreti di grazia, dopo l’istruttoria del Ministero della Giustizia, che ha espresso parere favorevole. Per Guido Gianni si tratta di una grazia parziale: il provvedimento estingue tre anni e due mesi della pena. Dopo avere già scontato cinque anni e tre mesi, la pena residua scende al di sotto dei quattro anni, consentendo al Tribunale di sorveglianza di valutare l’eventuale affidamento in prova ai servizi sociali.
“Fino a ieri piangevo lacrime di dolore”
Maria Angela Distefano non nasconde la sua emozione dopo la decisione del Quirinale. “Fino a ieri piangevo lacrime di dolore, oggi di gioia. Penso a lui e a quello che ha passato, adesso spero di poterlo vedere tornare presto a casa”, racconta all’ANSA.
La donna ricorda anche la raccolta di firme avviata negli anni scorsi per chiedere la grazia al marito. Ora, però, preferisce attendere gli sviluppi. “Ho parlato con l’avvocato – spiega – e attendiamo il risultato dei ‘conteggi’ sugli anni che gli restano da scontare e quelli che gli sono stati ‘graziati’”.
La vicenda della rapina nella gioielleria
Guido Gianni, oggi 66 anni, era stato condannato per duplice omicidio e tentato omicidio in relazione alla rapina avvenuta nel 2008 nella sua gioielleria di Nicolosi, nel Catanese. Durante l’assalto aveva reagito, uccidendo due dei banditi e ferendone un terzo.
Nel concedere la grazia parziale, Mattarella ha tenuto conto del parere favorevole del magistrato di sorveglianza e del lungo periodo di pena già espiato. Il provvedimento consente ora di ridurre il residuo detentivo a una durata compatibile con l’eventuale accesso a una misura alternativa alla detenzione.
Alla domanda sulla condanna del marito, Maria Angela Distefano preferisce non entrare nel merito: “Preferisco non rispondere, mi interessa vedere mio marito a casa…”.

