Giallo all’Ars, mozziconi sulla scrivania di La Vardera: intervengono scientifica e Digos

Un sopralluogo della polizia ha interessato nel pomeriggio di ieri l’ufficio del deputato regionale Ismaele La Vardera all’Assemblea Regionale Siciliana. Intorno alle 15 una squadra della Scientifica è arrivata a Palazzo per effettuare accertamenti nella stanza dell’esponente del gruppo misto, leader del movimento ControCorrente.

A far scattare l’allarme sono stati due mozziconi di sigaretta elettronica trovati sulla scrivania del deputato, poggiati sopra una spilla raffigurante Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simbolo che La Vardera indossa spesso durante manifestazioni pubbliche. A notare il dettaglio è stato un collaboratore del parlamentare. “Un particolare che ci ha insospettito – ha spiegato lo stesso deputato – soprattutto perché nessuno di noi fuma”.

Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Digos, con l’obiettivo di ricostruire chi sia entrato nell’ufficio. L’area che ospita il gruppo misto, al piano terra del Palazzo, è frequentata quotidianamente da numerose persone. Tuttavia, secondo quanto emerso, la porta della stanza sarebbe stata chiusa a chiave e non presenterebbe segni di effrazione.

Gli investigatori sono rimasti fino a tarda sera per eseguire rilievi alla ricerca di impronte e tracce genetiche. Acquisite anche alcune immagini delle telecamere di videosorveglianza interne all’edificio.

Il deputato nel mirino e l’assegnazione della scorta


Il deputato regionale e leader di Controcorrente Ismaele La Vardera, per mesi ha condotto una battaglia per la spiaggia di Mondello, culminata con la revoca da parte della Regione della concessione alla società Italo Belga, che gestiva gran parte della spiaggia da oltre 110 anni

Nelle scorse settimane, al deputato era stata assegnata una scorta dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto di Palermo, Massimo Mariani, in relazione alla sua attività politica, in particolare sulla vicenda di Mondello.

La Vardera ha commentato l’accaduto con un messaggio pubblicato sui social: “Avrei preferito non diffondere l’ennesima notizia che inevitabilmente infastidisce la mia serenità e quella dei miei cari. Purtroppo la notizia è stata diramata e non posso fare a meno di commentarla”. Il deputato ha spiegato di aver ritenuto doveroso informare le forze dell’ordine: “Nella mia posizione vorrei tanto minimizzare, ma non posso. Spero si possano accertare i fatti”.

E ha aggiunto: “Mi auguro si faccia chiarezza perché sarebbe inquietante sapere che non posso stare sereno nemmeno dentro al Parlamento. Spero tanto di sbagliarmi. In ogni caso vado avanti, anche se questi episodi inevitabilmente destabilizzano perché magari significano nulla, o tutto”.

Sull’episodio sono ora in corso le indagini della polizia per chiarire natura e responsabilità di quello che, al momento, resta un vero e proprio giallo.

Redazione: