Corrono da una stanza all’altra, saltano sui mobili, mordono mani e piedi, si arrampicano sulle tende e sembrano avere un’energia inesauribile. Chi accoglie in casa un gattino scopre presto che vivere con un cucciolo significa anche fare i conti con una fase di grande vivacità. Quello che agli occhi di una persona può sembrare un comportamento ingestibile è spesso, invece, una parte normale dello sviluppo.
Nei primi mesi di vita il gatto deve imparare a conoscere l’ambiente, affinare le proprie capacità motorie e sperimentare ciò che lo circonda. Il gioco non è quindi soltanto divertimento: è anche un modo per allenare l’equilibrio, la coordinazione e gli schemi comportamentali che utilizzerà da adulto.
Come incanalare l’energia senza punizioni
La prima regola è evitare di cercare di “spegnere” il gattino. Un cucciolo che corre e gioca ha bisogno di poterlo fare, ma è importante offrirgli spazi e attività adeguate. Tiragraffi, piccoli percorsi in altezza, palline, giochi che può inseguire e oggetti pensati per stimolare la ricerca sono strumenti utili per permettergli di scaricare le energie senza trasformare la casa in un campo di battaglia.
Anche il momento del gioco conta. Brevi sessioni distribuite durante la giornata possono essere più efficaci di un’unica attività molto lunga. Particolarmente importante è coinvolgere il gattino in giochi che ricordino la sequenza della caccia: osservare, inseguire, afferrare e infine rilassarsi.
Le mani, invece, non dovrebbero diventare giocattoli. Se il cucciolo impara a mordere dita e piedi durante il gioco, sarà più difficile fargli capire in seguito che quel comportamento non è appropriato. Meglio utilizzare bacchette, palline e altri giochi che mantengano una distanza tra la mano e la bocca dell’animale.
Quando combina qualcosa che non dovrebbe fare, le punizioni fisiche e le urla sono da evitare. Possono spaventarlo senza insegnargli realmente quale comportamento adottare. È molto più efficace rendere meno interessante ciò che non deve fare e premiare, con attenzione e gioco, i comportamenti corretti.
Una casa organizzata per un piccolo esploratore
Educare un gattino alla vita domestica significa anche preparare l’ambiente. Fili elettrici, piccoli oggetti che possono essere ingeriti, finestre non protette e piante potenzialmente tossiche devono essere messi in sicurezza. Allo stesso tempo, il cucciolo dovrebbe avere luoghi in cui nascondersi, riposare e osservare ciò che accade intorno a lui.
La routine aiuta. Orari abbastanza regolari per pappa, gioco e riposo possono rendere la giornata più prevedibile e facilitare la gestione dell’energia. Dopo una sessione di gioco, molti gattini tendono naturalmente a rilassarsi e dormire.
Anche la socializzazione è fondamentale. Abituarlo gradualmente ai rumori della casa, alle persone, al trasportino, alle manipolazioni e alle normali attività quotidiane permette di costruire maggiore sicurezza. Non bisogna però forzarlo: l’esperienza deve essere progressiva e associata, quando possibile, a qualcosa di positivo.
Con la crescita, gran parte di questa irrefrenabile energia tende fisiologicamente a ridursi. L’obiettivo non è trasformare un gattino vivace in un animale immobile, ma insegnargli dove, quando e come esprimere la propria vitalità. Una casa adatta alle sue esigenze e regole coerenti da parte delle persone che lo accudiscono possono fare molto più di qualsiasi rimprovero.