Frode sui carburanti: smantellato sistema di evasione tra Sicilia ed Est Europa
Il primo filone della frode riguardava l’importazione di circa 400.000 litri di gasolio da raffinerie dell’Est Europa. Per eludere i controlli e le tasse, il carburante viaggiava su gomma e rotaia accompagnato da documenti falsi che lo classificavano come “liquido bio anticorrosivo”, un prodotto esente da imposte. Grazie alla collaborazione di un intermediario a capo di una società inglese, il gasolio arrivava in Sicilia pronto per essere utilizzato illegalmente.
Oltre alle importazioni dall’estero, l’organizzazione sfruttava il regime agevolato riservato al settore agricolo. Il carburante, che gode di IVA al 10% e accise ridotte, veniva prelevato da un deposito nell’ennese e fatturato fittiziamente a una cooperativa agricola di Biancavilla. In realtà, il gasolio finiva direttamente nei serbatoi dei mezzi pesanti delle ditte di Carcagnolo, garantendo un vantaggio competitivo illecito ai danni degli operatori onesti.
