Frode sui carburanti, confiscati beni per 220mila € a un condannato a Catania

La Guardia di Finanza di Catania ha eseguito la confisca di un patrimonio del valore complessivo di circa 220 mila euro riconducibile a Carmelo Musumeci, classe 1969, condannato in via definitiva per reati fiscali.

L’operazione è stata eseguita dai finanzieri del Comando Provinciale di Catania su delega della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catania, in seguito alla sentenza definitiva n. 3419/2025 della Corte d’Appello di Catania – Prima Sezione.

L’inchiesta sulla frode dei prodotti petroliferi

Il provvedimento di confisca arriva al termine di un procedimento penale nato dall’attività investigativa condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catania, coordinata dalla locale Autorità giudiziaria.

Le indagini avevano portato alla luce un sistema fraudolento legato alla commercializzazione di ingenti quantitativi di prodotti petroliferi destinati all’autotrazione, immessi sul mercato attraverso un meccanismo di evasione fiscale.

L’operazione, denominata “Petrolio Fantasma”, aveva ricostruito un giro di movimentazione di carburanti tra il 2018 e il 2021 con mancati versamenti di imposte, in particolare IVA e accise.

Sigilli a immobili, auto e disponibilità finanziarie

Gli approfondimenti economico-finanziari svolti dagli specialisti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno consentito di individuare beni e disponibilità riconducibili al condannato.

Nel dettaglio, la confisca ha riguardato:

due immobili situati a Catania;
un’autovettura;
disponibilità presenti su conti correnti bancari.

Il valore complessivo dei beni sottoposti a confisca è stato stimato in circa 220 mila euro.

La collaborazione tra Procura Generale e Guardia di Finanza

L’attività si inserisce nell’ambito delle iniziative di collaborazione previste dal Memorandum Operativo sottoscritto il 23 aprile 2026 tra la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catania e il Comando Regionale Sicilia della Guardia di Finanza.

L’accordo mira a rafforzare le procedure per una più efficace applicazione dei provvedimenti ablativi del patrimonio nei confronti di soggetti destinatari di sentenze definitive, attraverso controlli e verifiche sulle condizioni patrimoniali e reddituali dei condannati.

L’operazione conferma l’attenzione della Guardia di Finanza nel contrasto alle frodi fiscali e ai sistemi di evasione legati al settore dei carburanti, un comparto particolarmente esposto a fenomeni di illegalità economica.

La confisca dei beni rappresenta l’ultimo passaggio dell’iter giudiziario e punta a sottrarre disponibilità economiche ritenute riconducibili alle condotte per cui è intervenuta la condanna definitiva.

Redazione: