La frana che interessa il territorio di Niscemi, in discesa verso la piana di Gela, al momento si è arrestata. A confermarlo è il capo della Protezione civile nazionale e commissario straordinario Fabio Ciciliano, che ha ribadito come le abitazioni oltre i 100 metri dal ciglio possano essere considerate sicure.
Rimane però una situazione di instabilità: il movimento franoso non è attivo, ma il terreno continua a essere fragile e sotto osservazione.
Zone di rischio: cosa cambia per i residenti
La mappa del rischio resta divisa in tre fasce ben definite:
- Zona rossa (0–100 metri): interdetta, con divieto assoluto di rientro
- Fascia 50–100 metri: la frana non ha mostrato movimenti recenti, ma resta area critica
- Oltre i 100 metri: considerata sicura, con rientro autorizzato
I cittadini evacuati nelle scorse settimane potranno quindi tornare nelle proprie abitazioni, come previsto dall’ordinanza del sindaco emanata a fine febbraio.
Le ultime tappe della vicenda
La crisi si inserisce in un quadro già noto per il territorio:
- 1997: una prima frana colpisce l’area, con progetti di consolidamento mai realizzati
- Febbraio 2026: nuova emergenza, evacuazioni precauzionali nelle zone più a rischio
- Fine febbraio 2026: ordinanza del sindaco per sgomberi e delimitazione delle aree
- Marzo 2026: nomina del commissario straordinario e monitoraggio continuo
- Oggi: frana ferma, via libera ai rientri oltre i 100 metri
Parallelamente, la Procura di Gela ha aperto un’inchiesta per disastro colposo, acquisendo anche i vecchi progetti mai attuati dopo il 1997.
Demolizioni e fondi: il piano del governo
Gli edifici più vicini al ciglio della frana saranno demoliti. Il piano è ancora in fase di definizione, ma rappresenta uno degli interventi prioritari per la messa in sicurezza.
Il governo ha stanziato 150 milioni di euro, suddivisi in: 75 milioni per opere di prevenzione idraulica e 75 milioni per demolizioni e ricollocazione delle famiglie
Gli interventi si concentreranno soprattutto sulla riduzione dell’accumulo d’acqua alla base della frana, uno dei principali fattori di rischio.
Paura tra i cittadini: rientri con cautela
Nonostante le rassicurazioni delle autorità, tra i residenti permane la paura. Molti esitano a rientrare nelle proprie case, preoccupati per la stabilità del terreno.
Le dichiarazioni di Ciciliano, anche durante la trasmissione Tgs Sette, puntano a rassicurare: la fascia tra i 100 e i 150 metri è sicura, e tra i 50 e i 100 metri non si sono registrati movimenti.
Monitoraggio continuo e prossimi passi
La situazione resta sotto stretta osservazione da parte della Protezione civile. I prossimi mesi saranno decisivi per:
- definire il piano di demolizioni
- avviare le opere strutturali
- garantire una sistemazione stabile alle famiglie coinvolte
L’emergenza sembra rientrare, ma la gestione del rischio a lungo termine sarà la vera sfida per il territorio di Niscemi.