Frana di Niscemi, il procuratore Vella: “Conclusione delle indagini entro gennaio”

Tredici indagati, tra cui gli ultimi quattro presidenti della Regione. Nel mirino le opere di consolidamento mai realizzate dopo il dissesto del 1997

Potrebbe arrivare entro gennaio la conclusione della prima fase dell’inchiesta sulla frana di Niscemi, nel Nisseno, che ha interessato un fronte di oltre quattro chilometri a ridosso del centro storico. A indicare la possibile scadenza è il procuratore capo di Gela, Salvatore Vella, che coordina il gruppo di lavoro impegnato nelle indagini avviate all’inizio dell’anno.

«Sono fiducioso, per come stiamo lavorando, e ritengo che la prima fase dell’inchiesta sulla frana di Niscemi possa andare alla conclusione indagini entro il prossimo gennaio, quindi a un anno dai fatti», ha dichiarato il magistrato.

Al momento sono tredici le persone iscritte nel registro degli indagati, tra cui gli ultimi quattro presidenti della Regione Siciliana, dirigenti regionali e referenti dell’associazione temporanea di imprese che avrebbe dovuto realizzare gli interventi di consolidamento dopo la frana del 1997. Le opere previste, secondo quanto ricostruito nell’ambito dell’inchiesta, non sarebbero mai state eseguite.

La Procura punta a ricostruire le responsabilità legate alla mancata realizzazione degli interventi e alla gestione del territorio nelle aree interessate dal dissesto.

Tre fasi sotto esame, dai lavori mai eseguiti alla gestione delle acque

L’attività investigativa si sviluppa lungo tre periodi distinti. Il primo va dal 1997, anno della precedente frana, al 1999, quando venne sottoscritto il contratto per le opere di mitigazione del rischio, rimaste incompiute.

La seconda fase riguarda il periodo compreso tra il 2010 e il 2016, quando il contratto fu risolto per inadempimento senza che, successivamente, venissero realizzati ulteriori interventi risolutivi. La terza comprende gli avvenimenti dal 2016 a oggi, con particolare attenzione alle decisioni assunte e alle attività di prevenzione e messa in sicurezza.

Tra gli aspetti al centro degli accertamenti figurano le opere di consolidamento mai realizzate, i sistemi di gestione delle acque bianche e nere e la costruzione di opere all’interno della cosiddetta zona rossa.

Da mesi gli investigatori stanno acquisendo documentazione, effettuando verifiche tecniche e ascoltando numerose persone coinvolte nella vicenda. Il pool coordinato da Vella lavora in collaborazione con la Squadra mobile di Caltanissetta, lo Sco di Roma, il commissariato di Niscemi e tre consulenti incaricati degli approfondimenti tecnici.

L’obiettivo è ricostruire la successione degli interventi mancati, delle decisioni amministrative e delle eventuali omissioni che potrebbero aver contribuito alla situazione attuale. La possibile conclusione delle indagini entro gennaio rappresenterebbe un primo passaggio importante per fare luce su una vicenda che riporta al centro dell’attenzione la prevenzione del rischio idrogeologico e la tutela del territorio siciliano.

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