Espansione dell’olio di palma riaccende conflitto territoriale indigene in Indonesia dopo dieci anni.
Ripresa della Disputa Territoriale in Indonesia
Due compagnie produttrici di olio di palma hanno ricominciato a disboscare foreste in una comunità indigena dell’Indonesia, più di un decennio dopo che le pressioni internazionali avevano fermato le operazioni. La comunità Dayak Benuaq di Muara Tae lamenta che le aziende stanno devastando le loro terre ancestrali senza alcun consenso, mentre le compagnie sostengono di aver legalmente acquisito i diritti sulla terra da un villaggio vicino.
I membri della comunità affermano che il ripristino del disboscamento sta compromettendo le foreste in rigenerazione e le fattorie vitali per i loro mezzi di sussistenza. Questo avviene nonostante anni di attivismo, riconoscimenti internazionali e una denuncia non risolta presso il Roundtable on Sustainable Palm Oil (RSPO), l’organismo di certificazione dell’olio di palma sostenibile.
Le Origini della Contesa
La disputa risale al 2011-2012, quando le compagnie PT Borneo Surya Mining Jaya (BSMJ), di proprietà della Singapore-listed First Resources, e PT Munte Waniq Jaya Perkasa (MWJP), una sussidiaria della TSH Resources malese, iniziarono a bulldozerare le foreste nella zona rivendicata dalla comunità di Muara Tae. La situazione ha suscitato l’attenzione internazionale nel 2015, quando il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo ha conferito alla comunità il Premio Equator, in riconoscimento dei loro sforzi per proteggere le foreste.
