Se i cani e i gatti potessero scrivere un diario, probabilmente ci troveremmo dentro una lunga raccolta di “errori umani inspiegabili”. Non cattiverie, sia chiaro… ma decisioni che, dal loro punto di vista, oscillano tra il bizzarro e il drammaticamente inutile. Ecco alcune delle situazioni quotidiane raccontate direttamente da loro.
Il bagno forzato: “perché mi stai facendo questo?”
Oggi è successo di nuovo. Ero tranquillo, profumavo di libertà (e un po’ di giardino), quando all’improvviso ho sentito quella parola: “bagnetto”. Da lì in poi tutto è sfuggito al mio controllo. Mani umane ovunque, acqua sospetta che cade dall’alto, schiuma che non avevo mai richiesto e uno sguardo del mio umano che diceva “è per il tuo bene” come se fosse una giustificazione sufficiente. Io continuo a chiedermi: quale parte del mio essere naturale meritava questo trattamento?
I vestitini: “non sono un peluche, sono un essere vivente”
Un altro grande classico è la trasformazione improvvisa in “modello di moda domestica”. Un minuto prima sono un cane o un gatto perfettamente funzionale, quello dopo mi ritrovo con un maglioncino, un cappottino o – peggio – un accessorio con cappuccio. Mi muovo lentamente, con dignità ridotta e capacità di giudizio del pubblico umano completamente sottovalutata.
E mentre tutti ridono e dicono “guarda che carino!”, io sto seriamente valutando se questa sia ancora la mia casa. Le passeggiate improvvise: “ero pronto mentalmente… nel 2030” Stavo dormendo. Profondamente. Sognavo forse cibo, forse libertà, forse solo pace interiore. Poi, improvvisamente: chiavi, guinzaglio, energia sospetta.
“Usciamo!” dicono loro con entusiasmo. Io? Io ho bisogno di almeno 17 minuti per elaborare il concetto di “esterno”. Ma non c’è tempo per la riflessione filosofica: sono già fuori, con il guinzaglio, a metà tra lo shock e l’adattamento forzato.
Il momento “ospiti a sorpresa”: “e io dove mi colloco nella gerarchia?”
Altro evento traumatico: suonano alla porta. All’improvviso la casa si riempie di persone che non ho autorizzato. Ridono, parlano, si siedono sui miei spazi strategici. Io devo decidere rapidamente se essere accogliente, indifferente o guardiano ufficiale del territorio. Di solito scelgo tutte e tre le opzioni insieme, ma con ansia crescente.
Noi non siamo contro gli umani. Li amiamo, li seguiamo, li tolleriamo anche quando fanno cose inspiegabili come metterci vestiti o lavarci contro la nostra volontà. Ma una domanda resta aperta: se siamo noi quelli che vivono nella casa… perché siamo sempre gli unici a non decidere nulla? Probabilmente non lo sapremo mai. Nel frattempo, continuiamo a sopportare. Con dignità. E, ogni tanto, con uno sguardo molto giudicante.