Elicotteri americani atterrati in area protetta nelle Madonie: scoppia la polemica

Le montagne delle Madonie trasformate, almeno per qualche ora, in un possibile scenario di operazioni militari. È l’impressione suscitata dalle immagini circolate negli ultimi giorni sui social, pubblicate inizialmente dalla pagina Instagram ufficiale della United States Navy e successivamente rilanciate da diversi profili locali. Le fotografie mostrano due elicotteri militari americani atterrati su un pianoro innevato del Parco delle Madonie, con sullo sfondo le montagne del palermitano e persino l’Etna. Uno scenario insolito che ha immediatamente acceso interrogativi tra cittadini, amministratori e politici.

L’atterraggio nella zona più tutelata del Parco


Secondo le ricostruzioni diffuse online, i velivoli sarebbero atterrati a Piano Catarineci, un’area che ricade nella cosiddetta zona A del Parco, ovvero il livello più alto di tutela ambientale previsto dal regolamento dell’area protetta.

In queste zone le attività umane sono fortemente limitate e qualsiasi intervento, soprattutto se di natura militare, richiede specifiche autorizzazioni e comunicazioni preventive agli enti competenti. Piano Catarineci è infatti un’area di grande valore naturalistico situata nel cuore del parco, inserita nella rete europea Natura 2000 e riconosciuta come Zona Speciale di Conservazione secondo la direttiva Habitat.

Proprio per questo motivo la presenza di elicotteri militari ha sollevato numerosi dubbi e domande. In molti si chiedono se l’atterraggio fosse autorizzato e se l’operazione facesse parte di un’esercitazione concordata con le autorità italiane.

I sindaci chiedono chiarimenti alle istituzioni

Sul caso si sono mossi anche i sindaci del comprensorio madonita. Il primo cittadino di Petralia Sottana, Piero Polito, a nome degli altri amministratori locali, ha inviato una lettera al presidente della Regione Siciliana e al prefetto di Palermo per chiedere chiarimenti sull’episodio.

Nella richiesta si domanda se il governo regionale e la prefettura fossero stati informati dell’operazione e se il piano di volo degli elicotteri fosse stato autorizzato. Gli amministratori chiedono inoltre se, qualora l’esercitazione fosse stata autorizzata, sia stata effettuata la necessaria Valutazione di Incidenza Ambientale per operazioni militari in un’area protetta.

Gli stessi sindaci invitano le istituzioni a valutare l’opportunità di fermare simili attività, sottolineando i possibili rischi sia per l’ambiente sia per la popolazione locale.

L’interrogazione all’Ars


La vicenda è arrivata anche all’Assemblea regionale siciliana. La deputata del Partito Democratico Valentina Chinnici ha presentato un’interrogazione urgente al presidente della Regione chiedendo spiegazioni sull’accaduto.

Secondo la parlamentare, l’atterraggio di elicotteri da guerra nel cuore della Sicilia non rappresenta soltanto un problema ambientale, ma solleva anche interrogativi politici e istituzionali, soprattutto se avvenuto senza un’informazione preventiva alle comunità locali.

Il ruolo della base di Sigonella

La presenza di velivoli della marina statunitense in Sicilia non è di per sé un fatto eccezionale. L’isola ospita infatti la base aeronavale di Naval Air Station Sigonella, uno dei principali hub operativi degli Stati Uniti nel Mediterraneo.

Proprio da Sigonella partono spesso missioni di pattugliamento, addestramento e supporto logistico. Tuttavia, la scelta di un’area naturale protetta come scenario di atterraggio appare insolita e ha contribuito ad alimentare il dibattito pubblico.

Le immagini diffuse sui social mostrano i velivoli posati su un terreno innevato in un contesto che normalmente accoglie escursionisti, naturalisti e scolaresche. Questa volta, invece, tra i monti delle Madonie, a occupare il pianoro erano militari americani.

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