Dopo Sambuca di Sicilia, Agrigento, Aragona, Joppolo Giancaxio e Grotte si è conclusa la prima settimana del cammino di Rosalba Castelli
La nuova settimana si è aperta a Sutera, mentre mercoledì 30 settembre, dopo una delle prime tappe fuori itinerario nate dal passaparola tra le comunità incontrate lungo il cammino, “Orme d’ombra” raggiungerà Cammarata e Mussomeli
«Sono arrivata alla prima giornata già profondamente commossa dal messaggio di Anna Murgia. Sentire la sua voce e portarla poi dentro l’incontro serale mi ha ricordato ancora una volta perché cammino: perché le famiglie non vengano lasciate sole, perché i nomi continuino a essere pronunciati, perché la memoria diventi responsabilità collettiva. Sambuca mi ha restituito un’accoglienza enorme: nella scuola, nelle istituzioni, nella cittadinanza, nellɜ ragazzɜ che sono tornatɜ anche la sera. Non avevo ancora mosso il primo vero passo a piedi di questo cammino e sentivo di essere già pienamente dentro il viaggio. A Sambuca le orme non le ho lasciate da sola: le abbiamo impresse insieme. Eravamo davvero una marea».
Ha preso il via il 21 settembre in Sicilia, con queste parole pregne di suggestioni, il cammino di Rosalba Castelli, l’artivista viandante, che nel 2018 ha cofondato “Artemixia APS”, mettendo in campo il progetto “Orme d’ombra”, grazie al quale nel 2025 ha attraversato l’intero periplo della Sardegna per oltre 1.000 chilometri a piedi. In tutto 100 giorni di cammino, durante i quali ha incontrato le comunità, insieme alle quali ha ricordato, narrato e cantato le donne vittime di femminicidio, deponendo 115 nastri bianchi e rossi ricamati con i nomi di ognuna di loro, realizzati nell’ambito del laboratorio “Ricamare il Ricordo” presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino e da una rete di ricamatrici volontarie che si è progressivamente ampliata lungo il percorso. Un viaggio che si è concluso con un bilancio di 48 scuole e con il coinvolgimento di oltre 3mila giovani, incontrando lungo il cammino decine di amministrazioni locali, associazioni e gruppi informali.
Una settimana piena non solo di incontri, quella siciliana, ma anche di emozioni, come quelle vissute il 21 settembre a Sambuca di Sicilia in occasione della prima tappa di un cammino che la vedrà attraversare l’Isola percorrendo le tre Vie Francigene sino all’11 dicembre, quando concluderà il viaggio nel Parco dell’Etna.
Non inaspettata, vista l’esperienza fatta nel 2025 in Sardegna, ma sicuramente profondamente emozionante l’accoglienza ricevuta da Rosalba Castelli a Sambuca di Sicilia, dove centinaia di bambinɜ e ragazzɜ della Scuola Primaria “A. Gramsci” e della secondaria di primo grado “Fra Felice” hanno voluto incontrarla insieme alla sindaca Giovanna Casà, all’assessora alle Parità di Genere, Maria Anna Interrante, e al vicesindaco Giuseppe Cacioppo. Lɜ più piccolɜ l’hanno accolta con un flash mob e una poesia di buon cammino, mentre il momento dedicato alla memoria di Elena Del Pozzo si è concluso con il suo nome pronunciato a gran voce da tutta la comunità scolastica.
Una partecipazione che è proseguita anche nell’incontro serale con la cittadinanza, alla presenza delle istituzioni, della Consulta Giovanile che ha predisposto un tabellone e un form online per raccogliere, anche in forma anonima, le risposte alla domanda “Non è normale quando…”, e delle referenti del Co.Tu.Le.Vi. La sindaca Giovanna Casà ha letto una lettera scritta dalla mamma di Antonella Ferro, mentre Roberta Urso, consigliera nazionale dell’associazione “Le Donne del Vino” e, per sette anni, alla guida della delegazione siciliana, ha ricordato Marisa Leo e il progetto itinerante “DxD: Calici di vita”, di cui Marisa era stata tra le promotrici. Brigitte Dufour, direttrice di Casa Vitali, prima sede italiana di “International Partnership for Human Rights (IPHR)”, invece, ha richiamato l’attenzione sulla condizione delle donne e sulla preoccupazione per i loro diritti in molte parti del mondo.
E non ha avuto eguali il brivido che Rosalba ha trasmesso alle persone presenti facendo ascoltare la voce di Anna Murgia, sorella di Manuela Murgia, trovata senza vita trentun anni fa a Tuvixeddu, a Cagliari, in un caso oggi al centro di un’inchiesta per omicidio e per il quale la famiglia continua a chiedere verità e giustizia. Anna, poche ore prima, aveva inviato alla viandante un messaggio di augurio e di profonda gratitudine per il cammino. Un racconto divenuto occasione per ribadire la necessità di non lasciare sole le famiglie delle vittime e di continuare a camminare accanto a chi, anche dopo decenni, attende risposte. Dopo essere stati custoditi sotto l’altare della Madonna dell’Udienza, i nastri dedicati ad Antonella Ferro e Marisa Leo sono stati portati per le strade di Sambuca, accompagnati dai loro nomi cantati dalla comunità, e deposti rispettivamente presso il Municipio e sotto l’arco. Al termine della deposizione, la sindaca Giovanna Casà e Rosalba Castelli hanno inviato insieme un videomessaggio alla mamma di Antonella Ferro, per farle arrivare la voce e l’abbraccio della comunità riunita intorno al nome della figlia.
Agrigento la successiva tappa, il 23 settembre, con una giornata articolata in due momenti. La mattina, alla Biblioteca Comunale “Franco La Rocca”, l’artivista viandante ha incontrato studentɜ degli istituti superiori del territorio in un momento di testimonianza e sensibilizzazione dedicato all’educazione emozionale, all’empatia, al rispetto e alla prevenzione della violenza. All’incontro, moderato dall’assessora Roberta Lala, hanno partecipato anche Antonella Gallo Carrabba, responsabile del Centro Antiviolenza e Antistalking “Telefono Aiuto” e la mamma di Alice Schembri.
Nel pomeriggio, il cammino si è spostato all’ingresso della Valle dei Templi, dove è stato inaugurato l’Albero della Memoria, dedicato alle donne vittime di violenza, alla presenza del Questore, dei rappresentanti del Comune, del direttore del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, delle associazioni e soprattutto delle famiglie. A rendere particolarmente intenso il momento, sono stati il figlio e la figlia di Ilenia Bonanno che hanno appeso all’albero il drappo ricevuto dalla viandante con il nome della madre, e la mamma di Alice Schembri che ha affidato all’albero quello della figlia. Sono stati poi appesi anche i nomi delle agrigentine Patrizia Russo e Antonella Alfano, pronunciati e cantati a gran voce dalle persone presenti.
I nastri portati ad Agrigento erano stati ricamati da Gina, ricamatrice di Sambuca di Sicilia, e da Maria Luisa Pilia di Ulassai, in Sardegna. Un passaggio simbolico che racconta anche il legame che si sta creando tra i due cammini: dalla Sardegna alla Sicilia stanno, infatti, arrivando molti dei nastri che “Orme d’ombra” deporrà lungo il nuovo itinerario. Una memoria che passa di mano in mano e di terra in terra.
Il 25 settembre la giornata si è aperta ad Aragona all’Istituto di Istruzione Superiore “Enrico Fermi”, dove Rosalba Castelli ha incontrato le classi affrontando i temi della violenza di genere, dei segnali di rischio, del rispetto, della cura e dell’empatia nelle relazioni. Un incontro particolarmente commovente per la partecipazione dellɜ studentɜ, che hanno accolto con grande attenzione le parole della viandante, insieme al benvenuto di Giuseppe “Peppe” Pendolino e della dirigente scolastica. Proprio quest’ultima ha invitato Rosalba Castelli a portare l’esperienza di “Orme d’ombra” anche nel plesso di Racalmuto. Cominciano così a nascere anche tappe fuori dall’itinerario originario, generate dal passaparola tra scuole, amministrazioni e comunità che incontrano il progetto lungo il cammino.
Al termine dell’incontro, sulla panchina rossa presente nell’atrio della scuola, è stato deposto il nastro ricamato con il nome di Patrizia Russo. Una panchina realizzata dallɜ stessɜ studentɜ, davanti alla quale il nome di Patrizia è risuonato a gran voce, cantato dalle ragazze e dai ragazzi mentre il suo nastro veniva affidato alla scuola.
La stessa giornata è poi proseguita a Joppolo Giancaxio, nel cui Centro Sociale Rosalba Castelli ha incontrato le classi della Scuola primaria e della Secondaria di primo grado della sede locale dell’Istituto Comprensivo “Galileo Galilei” di Raffadali. Alla successiva marcia si sono unitɜ anche genitorɜ e familiari, trasformando il percorso verso il Centro di informazione turistica in un momento di partecipazione collettiva.
Qui è stato deposto il nastro dedicato a Cinzia Pinna, originaria di Castelsardo e uccisa a Palau. A poco più di un anno dalla sua morte, il suo nome è tornato a risuonare per le strade del paese e a vivere nella voce dellɜ bambinɜ che lo hanno pronunciato e cantato insieme. La vicesindaca Carmelina Argento e l’assessora Anna Cacciatore, insieme a Rosalba Castelli, hanno poi inviato un videomessaggio alla famiglia di Cinzia, per farle arrivare la voce e la vicinanza della comunità.
Proprio a Joppolo Giancaxio il cammino ha generato anche una nuova rete di ricamo: l’associazione BeddaMé si è attivata per ricamare alcuni dei nomi recentemente affidati alla viandante lungo il percorso, tra i quali quelli di Francesca Sorce, Rosalia Mifsud e Monica Di Liberto. Un altro segno di come “Orme d’ombra”, tappa dopo tappa, non stia soltanto attraversando i territori, ma stia coinvolgendo nuove persone nella costruzione concreta della memoria.
Grotte ha segnato l’ultima tappa della prima settimana di cammino. La sera precedente la partenza, la viandante è stata accolta dall’assessora Giuseppina Minnecisberna, dal sindaco Alfonso Provvidenza e dalla vicesindaca Roberta Di Salvo. Domenica 27 settembre, alle 7, da Piazza Marconi ha preso il via “In cammino contro la violenza”, diretto verso Sutera. A percorrere una parte della strada accanto a Rosalba Castelli c’erano l’assessora Minnecisberna con le sue figlie e decine di cittadinɜ grottesɜ, insieme anche a persone arrivate appositamente da altri paesi, trasformando ancora una volta la strada in uno spazio di partecipazione e sensibilizzazione.
La nuova settimana del cammino si è aperta lunedì 28 settembre a Sutera. Dalle 9 alle 11, presso il Plesso “Senatore G. Mormino”, Rosalba Castelli ha incontrato le classi della Scuola Primaria e della Secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Leonardo da Vinci” di Mussomeli.
Al termine dell’incontro è stato deposto il nastro dedicato a Francesca Sorce, assistente sociale alla quale il Presidente della Repubblica ha conferito la Medaglia d’oro al valor civile. Nel 1998, a Mussomeli, durante un drammatico conflitto familiare, Francesca riuscì a mettere in salvo una bambina e tornò poi nell’abitazione nel tentativo di impedire altre violenze, venendo mortalmente ferita. La motivazione dell’onorificenza ne ricorda l’“umana solidarietà” e lo “spirito di servizio sino all’estremo sacrificio”. Il suo è uno dei nomi recentemente affidati alla viandante e accolti dalla nuova rete di ricamo nata lungo il cammino grazie anche all’associazione “BeddaMé” di Joppolo Giancaxio.
I nastri dedicati a Rosalia Mifsud e a sua figlia Monica Di Liberto, inizialmente previsti per Sutera, invece, saranno portati il 30 settembre a Mussomeli, in occasione di una deviazione dall’itinerario richiesta dall’amministrazione locale. Un’altra tappa fuori percorso che nasce dall’incontro con i territori e dalla volontà delle comunità di accogliere direttamente le storie e i nomi che “Orme d’ombra” porta con sé.
Nel pomeriggio le iniziative torneranno a Grotte dove alle 17.30, presso la Biblioteca Comunale “M. L. King”, si terrà l’incontro “Memoria e parole contro la violenza”. Alle 18.30, nella Villetta comunale “A. Cimino”, verrà deposto sulla panchina rossa il nastro di “Orme d’ombra” dedicato alla memoria di Lorena Isceri, 45 anni, uccisa il 3 settembre 2026. Seguirà la consegna alla famiglia Quaranta del nastro dedicato a Lorena Quaranta, 27 anni, uccisa il 31 marzo 2020. La giornata si concluderà con lo scoprimento della targa ufficiale del progetto “Orme d’ombra”, quale segno permanente di memoria e impegno.
Martedì 29 settembre, “Orme d’ombra” fa tappa a Racalmuto per una deviazione dall’itinerario nata proprio dall’incontro di Aragona. Dalle 9 alle 10.50 Rosalba Castelli incontrerà le classi dell’I.I.S.S. “Fermi” – Plesso Racalmuto. Alle 11.00 partirà da Via Filippo Villa una marcia in memoria di Rosa Sardo e Giuseppe Seidita, il cui nome verrà deposto al Castello dentro la sede della Proloco. È uno dei primi esempi di come il percorso stia già iniziando ad allargarsi rispetto alla mappa originaria, perché sono gli stessi territori a chiedere a “Orme d’ombra” di raggiungerli.
Due gli appuntamenti di mercoledì 30 settembre. Dalle 9 alle 11.45 Rosalba Castelli sarà nell’auditorium comunale di Cammarata per un incontro di testimonianza e sensibilizzazione con le classi dell’I.I.S.S. “Archimede”. Dalle 12 alle 14, nel plesso “Dante Alighieri”, invece, incontrerà le terze classi della Scuola secondaria di I grado dell’I.C. “G. Philippone/Giovanni XXIII”.
Nel pomeriggio tappa a Mussomeli, nella cui Biblioteca Comunale “Paolo Emiliani Giudici”, alle 17.30, parteciperà al dibattito dal tema ”Spunti e riflessioni sulla violenza di genere”. A portare i saluti istituzionali sarà il sindaco, Gianluca Nigrelli, al quale seguirà l’intervento dell’assessora alle Politiche Sociali e Presidente della Fidapa, Yosella Schifano. Un pomeriggio arricchito dal contributo poetico di Liliana Genco Russo, socia Fidapa, e dalla consegna dei nastri dedicati a Monica Diliberto e Rosa Mifsud, da custodire presso il Palazzo Comunale (Servizi Sociali). La giornata si concluderà alle 18.30 con l’inaugurazione della targa ufficiale e posa sulla panchina di via Palermo, in ricordo delle vittime di Mussomeli.
Non semplici tappe, quindi, ma veri e propri momenti di memoria che, già solo nella prima settimana e mezzo siciliana, hanno mostrato come l’Isola stia comprendendo il valore di un progetto dedicato a memoria, prevenzione della violenza di genere, consapevolezza e cambiamento culturale, per continuare a costruire insieme allɜ giovani sentieri contro la violenza.

