Donne sorvegliano le acque di Pemba in Tanzania per proteggere il mare.

Donne sorvegliano le acque di Pemba in Tanzania per proteggere il mare.

Donne in pattuglia a Pemba: un cambiamento nella gestione delle risorse marine

Pemba, un’isola dell’arcipelago di Zanzibar, ospita una comunità dinamica di oltre 550,000 persone che dipendono direttamente dall’ecosistema marino per il nutrimento e il sostentamento. Negli ultimi anni, un approccio guidato dalla comunità alla gestione delle risorse marine sta prendendo piede, in cui le donne stanno assumendo un ruolo sempre più attivo. Questo cambiamento è fondamentale per la protezione delle risorse marine locali.

L’importanza della gestione comunitaria delle risorse marine

In Pemba, le comunità stanno formando comitati di pesca a livello locale e gruppi di gestione collaborativa, che sviluppano regole per l’uso sostenibile delle risorse marittime. Queste iniziative si concentrano sulla creazione di aree marine protette e sulla regolamentazione della pesca. Le donne, storicamente escluse da ruoli attivi nei pattugliamenti marini, stanno ora unendosi a questi gruppi, contribuendo a monitorare le attività di pesca e a garantire il rispetto delle normative.

Le donne come Amina Gharib Issa, 55 anni, sono diventate parte integrante di queste squadre. Amina, che ha trascorso anni come pescatrice, ha deciso di contribuire attivamente alla vigilanza delle acque, partecipando alla pattuglia che verifica l’uso delle attrezzature da pesca e il possesso di licenze. Questo cambiamento nel coinvolgimento femminile è incoraggiato dalla rete Mwambao Coastal Community Network, un’organizzazione che si impegna a rafforzare la gestione locale delle risorse marine.


Sfide e progressi nella pattuglia marina

Le donne patroller stanno affrontando numerose sfide. Nonostante il crescente supporto della comunità, le squadre di pattuglia spesso non possiedono l’autorità legale per arrestare i trasgressori. Quando un ufficiale delle pesche è presente, possono confiscare attrezzature illegali e effettuare arresti. Senza la presenza di tali figure autorizzate, i pattugliatori possono solo registrare i nomi dei trasgressori e riferire i casi alle autorità locali.

Ali Said Hamad, un membro della squadra, sottolinea che molte donne non possono partecipare perché i loro mariti non lo permettono. Tuttavia, quelle che riescono a farlo, come Amina, stanno ricevendo supporto familiare e comunitario. Issa ha spiegato che il sostegno del marito è stato fondamentale per il suo coinvolgimento nelle pattuglie marittime, dimostrando che il cambiamento inizia spesso a casa.

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