I sindaci del Trapanese, il presidente del Libero Consorzio di Trapani, il vescovo di Mazara del Vallo e il presidente dell’associazione I Guardiani del Territorio hanno inviato una lettera al presidente della Regione Renato Schifani e agli assessori regionali all’Energia e all’Agricoltura, chiedendo l’autorizzazione all’innalzamento della quota d’invaso della diga Trinità fino a 64 metri sul livello del mare. L’obiettivo è garantire una gestione più efficace dell’acqua per l’imminente stagione irrigua.
Nella nota si evidenzia come “gli interventi eseguiti risultano completati e non sono state sollevate criticità tali da impedire, nell’immediato, una gestione più efficace dell’invaso”. Tuttavia, mentre proseguono le verifiche amministrative e documentali, la diga opera ancora con limitazioni che impediscono l’accumulo di acqua, creando disagio crescente tra gli operatori del settore agricolo e il mondo produttivo della zona.
Il rischio per gli agricoltori di Castelvetrano
Per gli agricoltori del comprensorio di Castelvetrano, la mancata possibilità di utilizzare le risorse idriche della diga significa dover affrontare la quinta estate consecutiva senza irrigazioni, con gravi ripercussioni sulle colture. La zona comprende circa 6mila ettari vocati principalmente alla viticoltura, che da anni segnalano la necessità di interventi urgenti.
Il problema principale è il limite molto basso della diga dovuto all’assenza del collaudo definitivo e a manutenzioni incomplete. Giovedì scorso, tuttavia, sono stati completati lavori per un valore di oltre 1 milione di euro, realizzati dalla Protezione Civile, per migliorare le condizioni dell’invaso e permettere un futuro aumento della quota.
Mobilitazioni e iniziative locali
Per far sentire la loro voce, l’associazione I Guardiani del Territorio ha annunciato un sit-in per sabato prossimo, mentre la Confederazione Agricoltori ha chiesto un incontro urgente con la Regione. L’obiettivo è ottenere risposte concrete sulla possibilità di innalzare la quota d’invaso e garantire l’approvvigionamento idrico necessario per la stagione irrigua.
L’assessore regionale Francesco Colianni ha fatto sapere di aver già inviato la richiesta di incremento della quota al Ministero delle Infrastrutture e di essere in attesa di riscontro. Martedì prossimo è previsto un sopralluogo dei tecnici per valutare la situazione sul posto e procedere eventualmente con l’innalzamento della diga.
Con l’avvicinarsi della stagione estiva, la questione della diga Trinità resta al centro dell’attenzione: una gestione più efficace delle risorse idriche appare fondamentale non solo per evitare danni economici agli agricoltori locali, ma anche per preservare la vocazione agricola e vitivinicola del comprensorio di Castelvetrano, storicamente tra i più produttivi della Sicilia occidentale.
Diga Trinità, il ministero autorizza innalzamento della quota
Il ministero delle Infrastrutture ha autorizzato l’innalzamento della quota della diga Trinità di Castelvetrano, nel Trapanese, da 62 a 64 metri sul livello del mare, come era stato richiesto dalla Regione Siciliana. Il via libera è valido in via sperimentale per un anno, in attesa della progettazione di altri interventi di miglioramento della sicurezza idraulica.
«Abbiamo lavorato in silenzio e con grande senso di responsabilità per risolvere uno dei problemi del sistema delle dighe siciliane, una criticità che si trascinava da anni senza soluzione. Il mio governo sta intervenendo con determinazione e concretezza per garantire sicurezza, piena funzionalità degli invasi e tutela delle risorse idriche. I risultati di questo lavoro operoso iniziano ad arrivare», commenta il presidente Renato Schifani che aveva affidato al dirigente generale del dipartimento della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, la gestione dell’emergenza relativa alla diga.
Ieri, il sopralluogo dei tecnici ministeriali ha dato riscontro favorevole, riconoscendo che sono state effettivamente migliorate le condizioni di sicurezza. Sull’infrastruttura sono state realizzate opere di somma urgenza per un importo complessivo di 1,25 milioni di euro. L’innalzamento della quota permette di guadagnare 2,6 milioni di metri cubi netti che si aggiungono ai 1,6 milioni già presenti nell’invaso.