La natura non smette di stupirci, e uno dei comportamenti più affascinanti osservati negli oceani riguarda i delfini che usano spugne come accessori… o strumenti. In alcune popolazioni di cetacei australiani è stato documentato un uso delle spugne che va ben oltre la semplice curiosità: questi animali intelligenti impiegano questi organismi marini sia per cacciare in modo più efficace sia – secondo osservazioni recenti – addirittura come “parrucche” nei rituali di corteggiamento. Ecco cosa sappiamo finora su questo comportamento così particolare.
Sponging: l’uso “classico” delle spugne nella caccia
Il fenomeno noto come “sponging” è un esempio raro e straordinario di uso di strumenti in natura, osservato principalmente nei tursiopi indopacifici (bottlenose dolphins) che vivono nella Shark Bay, in Australia Occidentale. In questo comportamento, alcuni delfini – quasi sempre femmine – raccolgono spugne marine e le posizionano sul muso prima di immergersi nel fondale marino per cercare cibo.
Le spugne, che possono avere dimensioni variabili, vengono usate come una sorta di protezione per il becco (o rostrum) mentre i delfini “scavano” nella sabbia e nei detriti rocciosi per stanare pesci nascosti. Questo metodo permette a questi cetacei di accedere a prede che altrimenti sarebbero difficili da catturare, soprattutto in habitat profondi dove l’ecolocalizzazione da sola non è sempre sufficiente.
Gli studi hanno dimostrato che questo comportamento è appreso socialmente: le madri trasmettono la tecnica alle loro figlie, ma non ai figli, creando una sorta di “cultura” specifica all’interno della popolazione.
Come funziona la sponging nella pratica
Quando un delfino decide di adottare questa tecnica, sceglie una spugna adatta, la stacca dal fondale e la tiene saldamente sul muso. Nuotando lentamente lungo il fondo dell’oceano, usa la spugna per sollevare la sabbia e disturbare il substrato, facendo emergere pesci sotterranei come il barred sandperch, una delle specie che preferisce catturare. Una volta scoperto il pesce, il cetaceo lascia cadere la spugna, cattura la preda e quindi riafferra la spugna per continuare la caccia.
Secondo alcuni ricercatori, questi delfini trascorrono gran parte del loro tempo di foraggiamento usando la spugna, più di quanto accadano casi simili in altre specie animali. Questo comportamento non solo testimonia l’elevata capacità cognitiva dei delfini, ma anche la loro straordinaria adattabilità a nicchie ecologiche difficili.
Spugne come “parrucche”: un altro uso sorprendente
Oltre all’utilizzo come strumento di caccia, alcuni cetologi hanno osservato un comportamento ancora più singolare in specie di delfini diverse, come i humpback dolphins (delfini dalla pinna gibbosa) nelle acque settentrionali dell’Australia Occidentale. In queste popolazioni, alcuni maschi sono stati avvistati con spugne marine posizionate sulla testa, quasi come se fossero parrucche o cappelli colorati.
Gli scienziati ritengono che questo comportamento sia parte di un rituale di corteggiamento o di una forma di display sessuale. Portare una spugna sulla testa può servire a impressionare le femmine durante la stagione degli accoppiamenti o a segnalare vigore e abilità individuali. Si tratta di un gesto estremamente raro, non ancora ben compreso e apparentemente confinato a gruppi specifici di delfini lungo determinate coste australiane.
Dietro la “moda”: cultura animale o semplice tattica?
Questi comportamenti non sono universali in tutti i delfini, ma sono ristretti a certe popolazioni. La sponging è stata osservata in circa il 5% della popolazione di delfini di Shark Bay, e quasi sempre tra individui imparentati tra loro, suggerendo che si tratti di una pratica culturalmente trasmessa piuttosto che di un istinto genetico universale.
La trasmissione culturale è un concetto che fino a pochi decenni fa veniva considerato quasi esclusivo degli esseri umani. Tuttavia, comportamenti come questo sfidano proprio quell’idea, mostrando che altre specie sono capaci di apprendere e tramandare usi complessi di strumenti. Questo include non solo la semplice tecnica di sponging per la caccia, ma anche l’impiego delle spugne in comportamenti sociali o di corteggiamento.
Limiti e sfide del comportamento con le spugne
Nonostante l’apparente utilità, l’uso delle spugne può non essere semplice come sembra. Uno studio recente ha rilevato che coprire il muso con una spugna può ostacolare l’ecolocalizzazione, la sofisticata capacità dei delfini di “vedere” tramite ultrasuoni. I cetacei devono quindi imparare a compensare questa interferenza sensoriale per riuscire comunque a cacciare con successo.
Questo fatto suggerisce che il comportamento richiede tempo e pratica, e spiega probabilmente perché solo una piccola parte della popolazione lo acquisisce e lo utilizza regolarmente.
Perché questo ci affascina
La capacità dei delfini di usare strumenti come spugne – sia per proteggersi durante la caccia sia in contesti sociali – ci offre una finestra senza precedenti sulla complessità cognitiva e culturale degli animali marini. Mostra che questi mammiferi non agiscono solo per istinto, ma possono sviluppare soluzioni innovative a problemi ambientali complessi e tramandarle alle generazioni successive.
In un mondo in cui continuiamo a cercare tracce di intelligenza e cultura oltre la nostra specie, i delfini continuano a sorprenderci, dimostrando che la linea tra comportamento animale e umano è spesso più sottile di quanto immaginiamo.