Crisi in Medio Oriente e mercati instabili: export siciliano in calo del 25%

La crisi geopolitica in Medio Oriente e la crescente instabilità dei mercati energetici rischiano di avere ripercussioni anche sull’economia siciliana. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato, che ha esaminato i dati relativi al commercio tra la Sicilia e i Paesi dell’area mediorientale.

Nel 2025 l’export della Sicilia verso il Medio Oriente ha raggiunto i 481 milioni di euro, registrando però un calo del 25,3% rispetto all’anno precedente. Un dato che mette in evidenza la vulnerabilità delle imprese dell’Isola alle tensioni internazionali e alla volatilità dei mercati, in un contesto segnato dall’aumento dei costi energetici e dall’incertezza della domanda globale.

Siracusa guida l’export ma registra una forte flessione


Tra le province siciliane, Siracusa si conferma quella con il volume più alto di esportazioni verso i Paesi del Medio Oriente, con 369 milioni di euro, anche se in calo del 26,1% rispetto all’anno precedente.

Seguono Catania, con 40 milioni di euro (-10,3%), e Messina, con 25 milioni di euro (-13,1%). I dati mostrano però dinamiche differenti nel resto della regione.

Palermo registra una crescita significativa, raggiungendo 13 milioni di euro di export con un aumento del 42,5%. In crescita anche Agrigento, con 5 milioni di euro e un incremento del 20,5%, e Ragusa, che segna un aumento più contenuto del 4,6% con 14 milioni di euro di esportazioni.

Situazione opposta per altre province: Trapani registra un crollo del 60,2%, Caltanissetta perde il 77%, mentre Enna presenta un valore di esportazioni verso il Medio Oriente quasi nullo, inferiore al milione di euro, con un calo dell’81,8% rispetto al 2024.

Le imprese siciliane e il rischio delle tensioni geopolitiche


Nel complesso, la Sicilia mostra un livello di esposizione ai mercati del Medio Oriente inferiore rispetto alle principali regioni manifatturiere del Nord Italia. Tuttavia, alcune aree dell’Isola – in particolare la provincia di Siracusa – evidenziano una maggiore dipendenza dagli scambi commerciali con questi Paesi.

Secondo i vertici di Confartigianato Imprese Sicilia, il contesto internazionale impone grande prudenza. L’instabilità geopolitica e la volatilità dei prezzi dell’energia rappresentano infatti fattori di rischio per le imprese esportatrici, soprattutto in una fase in cui l’economia europea sta ancora affrontando le conseguenze dei rincari energetici e della stretta monetaria degli ultimi anni.

Per questo motivo, sottolinea l’associazione, diventa fondamentale rafforzare la diversificazione dei mercati di sbocco e sostenere la competitività delle imprese siciliane sui mercati internazionali. Una strategia ritenuta indispensabile per ridurre l’esposizione ai rischi legati alle crisi geopolitiche e garantire maggiore stabilità al sistema produttivo regionale.

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