Crisi energetica: vacanze e voli a rischio per la carenza di carburante

La guerra in Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz hanno innescato una crisi energetica che potrebbe avere ripercussioni dirette sul trasporto aereo europeo e sulle vacanze estive. L’ultima grande nave carica di cherosene per l’Europa è attesa il 9 aprile 2026; dopo quella data, i rifornimenti dal Golfo saranno sospesi fino a nuove decisioni.

Secondo le autorità europee, non ci sono emergenze immediate, ma se il blocco dovesse protrarsi settimane o mesi, le conseguenze potrebbero essere gravi: riduzione delle frequenze dei voli, aumento dei prezzi dei biglietti e possibili cancellazioni in alcuni aeroporti.

Restrizioni negli aeroporti italiani e priorità ai voli essenziali


Le prime limitazioni interesseranno gli scali di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia fino al 9 aprile. Air BP Italia ha annunciato che la priorità sarà data ai voli ambulanza, di Stato e con rotte superiori a tre ore. Per gli altri voli, il rifornimento sarà limitato a 2.000 litri per aeromobile a Bologna e Venezia e 2.500 litri a Treviso. A Venezia è stata inoltre fatta una raccomandazione esplicita ai piloti di fare carburante prima di arrivare.

Queste restrizioni evidenziano quanto il settore aereo sia vulnerabile alla carenza di cherosene, prodotto non sostituibile dalle rinnovabili e fondamentale per il trasporto aereo commerciale.

Conseguenze per tariffe e vacanze estive


Le compagnie aeree, come Ryanair, avvertono che i prezzi dei biglietti potrebbero aumentare rapidamente, a causa del raddoppio del costo del carburante registrato a marzo. Gli esperti consigliano di prenotare voli e vacanze il prima possibile per evitare rincari e difficoltà logistiche.

L’Europa sta valutando contromisure, come il rilascio delle riserve strategiche di petrolio e possibili acquisti dagli Stati Uniti, ma le differenze normative e la crescente fronda di Paesi scettici rendono la situazione complessa. La Commissione europea sottolinea che la sicurezza dell’approvvigionamento non è immediatamente a rischio, ma lo scenario resta in evoluzione e potrebbe peggiorare nelle prossime settimane.

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