Crescita degli animali domestici in Europa: +35 milioni e veterinari sempre più sotto pressione

L’aumento degli animali domestici nelle famiglie europee sta modificando profondamente il settore veterinario, con un incremento stimato di circa 35 milioni di nuovi animali tra il 2021 e il 2024. Una crescita che, se da un lato evidenzia il legame sempre più forte tra persone e animali, dall’altro sta mettendo in seria difficoltà i professionisti del settore.

Secondo recenti analisi, il carico di lavoro nelle strutture veterinarie è aumentato in modo significativo, con effetti diretti sulla salute psicologica dei medici veterinari.

Veterinari sotto stress: il 78% segnala disagio psicologico


Uno dei dati più rilevanti emersi dagli studi è che circa il 78% dei veterinari dichiara di aver bisogno di maggiore supporto per la propria salute mentale. Il lavoro quotidiano, sempre più intenso e complesso, sta generando livelli elevati di stress e affaticamento emotivo.

Un’indagine condotta su professionisti di diversi Paesi europei evidenzia inoltre che:

il 71% ha valutato l’ipotesi di lasciare la professione

il 76% segnala difficoltà nella gestione delle richieste emotive del lavoro

il 57% ha riscontrato un aumento della pressione lavorativa negli ultimi anni

Più animali, meno tempo per ogni paziente

La crescita della popolazione animale domestica è stata accelerata anche dal periodo pandemico, durante il quale molte famiglie hanno scelto di adottare un animale da compagnia. Tuttavia, il numero di veterinari non è aumentato proporzionalmente, creando uno squilibrio evidente.
In media, ogni medico si trova oggi a gestire un numero significativamente più alto di pazienti, con una media stimata di circa 100 animali in più per professionista rispetto agli anni precedenti.
Questo comporta una riduzione del tempo disponibile per ogni visita e una maggiore pressione organizzativa sulle strutture veterinarie.

L’impatto psicologico della professione

Nonostante le difficoltà, la maggior parte dei veterinari continua a trovare soddisfazione nel proprio lavoro: circa il 78% dichiara infatti di provare ancora gratificazione professionale.
Tuttavia, la componente emotiva resta uno degli aspetti più critici della professione. Il contatto quotidiano con animali malati e proprietari in difficoltà contribuisce ad aumentare il carico psicologico.

Le iniziative di supporto al settore


Per rispondere a questa situazione, sono state avviate diverse iniziative di supporto dedicate ai veterinari. Tra queste rientra il programma “Thank You Vets”, promosso da realtà del settore pet care in collaborazione con associazioni professionali.

L’obiettivo è offrire strumenti concreti per il benessere mentale dei medici veterinari, attraverso:

piattaforme di supporto psicologico

risorse per la gestione dello stress

percorsi di formazione sulla resilienza emotiva

Iniziative come queste puntano a rafforzare la sostenibilità della professione nel lungo periodo.

Il ruolo della gratitudine dei proprietari

Un elemento spesso sottovalutato, ma emerso chiaramente dagli studi, è l’importanza del rapporto con i proprietari degli animali. L’81% dei veterinari afferma che ricevere un semplice “grazie” incide positivamente sulla motivazione e sul benessere lavorativo.
Un gesto semplice, ma capace di migliorare la qualità della giornata lavorativa e il rapporto tra professionisti e clienti.

Una professione sempre più centrale ma fragile


La crescita degli animali domestici in Europa rappresenta un cambiamento sociale importante, ma evidenzia anche la necessità di rafforzare il sistema veterinario.

Senza un adeguato supporto strutturale e psicologico, il rischio è quello di un settore sempre più sotto pressione, nonostante la sua centralità nella tutela della salute animale.
Il futuro della professione dipenderà quindi dalla capacità di bilanciare domanda crescente, risorse disponibili e benessere dei professionisti.

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