Le dimensioni della nuova Costanza I di Sicilia, il traghetto costruito da Fincantieri a Palermo per la Regione siciliana e destinato ai collegamenti con le isole minori, hanno acceso il confronto politico sulla sua effettiva operatività a Lampedusa. La nave, presentata come un mezzo green di ultima generazione, è lunga circa 140 metri, supera i 25 metri di altezza e può trasportare fino a mille passeggeri.
A chiedere chiarimenti alla Regione è il deputato di Italia Viva Davide Faraone, che pone l’attenzione sulle caratteristiche degli approdi dell’isola e sulle condizioni necessarie per consentire alla nuova unità di operare regolarmente. Prima di lui, la questione era stata sollevata anche dal deputato regionale Ismaele La Vardera.
Il punto centrale della polemica riguarda gli spazi disponibili nel porto di Lampedusa, le condizioni operative dello scalo e la vicinanza dell’aeroporto. Faraone chiede in particolare di sapere se, prima di progettare e finanziare una nave dal costo complessivo di circa 143 milioni di euro, siano state effettuate tutte le verifiche necessarie per accertarne la compatibilità con gli approdi destinati ai collegamenti con l’isola.
Nessun problema di attracco, il sindaco: “Ok da Capitaneria ed Enav”
Il sindaco di Lampedusa e Linosa, Filippo Mannino, respinge però l’ipotesi che la Costanza I di Sicilia possa avere problemi di attracco. “Non ha nessun problema di attracco, né al porto commerciale di Cavallo Bianco, né a quello considerato alternativo di Cala Pisana”, afferma.
La scelta di utilizzare Cala Pisana come approdo principale durante la stagione estiva, spiega il sindaco, sarebbe una decisione strategica e non sarebbe stata determinata dall’arrivo della nuova nave. Il Comune ha infatti chiesto alla Regione e alla Capitaneria un’autorizzazione stagionale, dal primo giugno al 30 settembre, per utilizzare Cala Pisana per le navi adibite al trasporto di veicoli e merci.
Il porto commerciale di Cavallo Bianco verrebbe invece destinato alle unità veloci per il trasporto passeggeri. Secondo Mannino, questa organizzazione consentirebbe anche di ridurre il transito dei mezzi pesanti nel centro abitato, con benefici sul piano della viabilità e della sicurezza.
Resta però il tema del coordinamento con l’attività aeroportuale. Il sindaco ricorda che anche il precedente traghetto Sansovino era costretto, in determinate circostanze, ad attendere fuori dal porto per consentire il completamento delle operazioni di atterraggio degli aerei. Le attività portuali devono infatti essere coordinate con quelle aeroportuali e la presenza delle navi deve essere compatibile con le procedure di sicurezza dello scalo.
“Avendo avuto l’ok di Capitaneria ed Enav, l’attracco di Cala Pisana è operativo”, sostiene Mannino, che quindi esclude particolari criticità legate alle dimensioni della nuova nave.
Faraone: “Con 143 milioni si potevano realizzare due navi più piccole?”
La questione sollevata da Faraone non riguarda però soltanto la possibilità materiale di attraccare a Lampedusa. Il parlamentare allarga infatti il confronto anche ai costi e alle modalità di realizzazione della Costanza I di Sicilia.
Secondo quanto evidenziato dal deputato di Italia Viva, la nave è costata circa 143 milioni di euro, una cifra nella quale rientrerebbero anche circa 8 milioni legati a una variante determinata dall’aumento dei prezzi.
Da qui la domanda posta alla Regione: con lo stesso investimento sarebbe stato possibile realizzare due navi di dimensioni più contenute, potenzialmente più adatte a operare nei porti delle isole minori?
Il confronto, dunque, non si limita alla questione tecnica dell’attracco, ma investe le scelte strategiche compiute nella progettazione della nuova nave e nella gestione dei collegamenti marittimi con le isole minori siciliane. Da una parte ci sono le rassicurazioni del Comune sulla piena operatività della Costanza I, dall’altra le richieste di chiarimento sul rapporto tra dimensioni della nave, caratteristiche degli scali e consistenza dell’investimento pubblico.