Cosa nostra, restituito al nipote l’anello dello storico padrino Michele Greco

L’anello appartenuto a Michele Greco, storico padrino di Cosa nostra, tornerà in famiglia. I giudici della Corte d’Appello di Palermo hanno infatti disposto la restituzione del gioiello al nipote Leandro Greco, attualmente detenuto e condannato a 12 anni di reclusione per associazione mafiosa.

L’oggetto, un anello in oro con le iniziali “M.G.”, era stato sequestrato nel corso delle indagini che avevano portato all’arresto del giovane. Insieme al gioiello, gli inquirenti avevano disposto il sequestro di numerosi beni: imprese nel settore della ristorazione e della vendita di prodotti agricoli, un laboratorio artigianale, dodici rapporti bancari, oltre a dispositivi elettronici come una penna Usb, una sim card e un tablet.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Elisabetta Ascone, ha ottenuto la restituzione non solo dell’anello, considerato un ricordo familiare, ma anche della pennetta e del tablet.

Dall’arresto nell’operazione “Cupola 2.0” al ruolo nella nuova Commissione


Leandro Greco era stato arrestato nel dicembre 2018 nell’ambito dell’operazione “Cupola 2.0”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo guidata da Francesco Lo Voi. Nel 2020 è arrivata la condanna a 12 anni.

Secondo le indagini e le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, Greco — soprannominato “Michele” e figlio di Giuseppe — avrebbe avuto un ruolo di primo piano nella riorganizzazione della Commissione provinciale di Cosa nostra. Gli inquirenti lo indicano tra i promotori della nuova “cupola”, con la partecipazione a numerosi incontri insieme ad altri esponenti di vertice dei mandamenti mafiosi.

Tra questi anche Calogero Lo Piccolo, figlio del capomafia Salvatore Lo Piccolo, anch’egli coinvolto nell’inchiesta. Le indagini hanno evidenziato come entrambi partecipassero alle riunioni della nuova Commissione.

Determinanti per il blitz del gennaio 2019 — che portò al fermo di sette persone — sono state le rivelazioni dei pentiti Filippo Colletti e Filippo Bisconti, ex capimandamento rispettivamente di Villabate e Belmonte Mezzagno. Le loro dichiarazioni hanno consentito agli investigatori di ricostruire gli equilibri interni e le dinamiche della nuova struttura mafiosa.

Secondo gli investigatori, Leandro Greco sarebbe stato destinato a ricoprire un ruolo di rilievo nel mandamento di Ciaculli, raccogliendo l’eredità criminale del nonno. La restituzione dell’anello, dunque, assume anche un forte valore simbolico, oltre che giudiziario. (foto Ansa)

Redazione: