Chi vive con un gatto spesso si chiede cosa faccia l’animale durante le ore in cui la casa rimane vuota. Dorme per tutto il tempo? Si annoia? Controlla le stanze? Oppure conduce una vita completamente diversa da quella che immaginiamo? La risposta è che, anche quando non ci siamo, il gatto continua a osservare, esplorare e gestire il proprio ambiente secondo le sue abitudini.
L’idea del gatto che trascorre l’intera giornata immobile sul divano è quindi solo parzialmente vera. Il sonno occupa una parte importante della sua giornata, ma viene alternato a momenti di attività, esplorazione, alimentazione, toelettatura e osservazione del territorio.
Tra sonnellini, finestre e piccoli rituali
Quando rimane solo, il gatto tende innanzitutto a seguire i propri ritmi. Può dormire per diverse ore, spesso alternando periodi di sonno a brevi momenti di veglia. Non è raro che scelga luoghi differenti della casa durante la giornata, soprattutto se cambiano temperatura, luce e rumori.
La finestra può diventare una vera postazione di osservazione. Da lì il gatto può seguire persone, altri animali, uccelli e automobili, ricevendo continuamente stimoli dall’esterno. Anche un ambiente apparentemente tranquillo offre quindi molte occasioni di interesse.
Poi ci sono i rituali individuali. Alcuni gatti fanno il giro delle stanze, annusano determinati oggetti, controllano le ciotole o si sistemano sempre nello stesso punto. Altri possono dedicarsi alla toelettatura o giocare per qualche minuto, soprattutto se hanno a disposizione oggetti che stimolano il movimento e la curiosità.
Non significa necessariamente che il gatto percepisca la solitudine come un problema. Molti felini domestici sono perfettamente capaci di trascorrere alcune ore senza la presenza costante del proprietario, soprattutto quando hanno un ambiente sicuro e ricco di stimoli.
Quando la casa vuota diventa troppo silenziosa
Il discorso cambia quando l’assenza delle persone è molto lunga o quando il gatto non dispone di sufficienti occasioni per esplorare e giocare. La noia può favorire comportamenti ripetitivi, inattività eccessiva o, al contrario, una maggiore irrequietezza.
Per questo può essere utile organizzare la casa in modo che l’animale possa utilizzare spazi diversi: un posto tranquillo dove dormire, punti rialzati da cui osservare l’ambiente, tiragraffi, nascondigli e giochi che possano essere utilizzati anche senza la presenza del proprietario.
Al rientro, inoltre, non è detto che il gatto debba necessariamente correre incontro alla persona. Alcuni si avvicinano immediatamente, altri continuano tranquillamente quello che stavano facendo e soltanto dopo qualche minuto cercano il contatto. Non è necessariamente indifferenza: ogni gatto manifesta il legame con il proprio umano secondo modalità differenti.
La prossima volta che si chiude la porta di casa, dunque, è probabile che dietro quella stessa porta inizi una piccola routine felina fatta di sonnellini, controlli del territorio, osservazioni dalla finestra e improvvise esplorazioni. Una vita silenziosa, ma tutt’altro che vuota.