Oltre 500 persone hanno partecipato questa mattina a un corteo davanti alla base militare di Base di Sigonella, in provincia di Catania, per esprimere il proprio dissenso contro il coinvolgimento della Sicilia nel conflitto in corso in Medio Oriente.
La manifestazione, promossa dalla CGIL regionale, ha riunito cittadini, associazioni e rappresentanti politici con l’obiettivo di lanciare un messaggio chiaro: la Sicilia deve restare terra di pace e non trasformarsi in una “base logistica” per operazioni militari.
“La Sicilia ripudia la guerra”
In testa al corteo il segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, che ha espresso una dura condanna del conflitto e del possibile utilizzo delle basi militari dell’Isola.
“C’è un popolo siciliano che ripudia la guerra – ha dichiarato – e che non accetta che le basi presenti sul territorio vengano utilizzate per sostenere operazioni militari. A pagare il prezzo più alto sono sempre i lavoratori, le fasce più deboli e le popolazioni civili”.
Mannino ha inoltre criticato il governo regionale, accusandolo di aver destinato risorse economiche importanti – oltre 700 milioni di euro – a infrastrutture con finalità militari, sottraendole a settori fondamentali come sanità, scuola e servizi.
Interventi dal mondo politico
Alla manifestazione hanno preso parte esponenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra.
Tra gli interventi più significativi quello di Leoluca Orlando, europarlamentare ed ex sindaco di Palermo, che ha parlato di una “alleanza criminale” tra Stati Uniti e Israele, sollecitando un intervento deciso dell’Unione Europea nel rispetto del diritto internazionale.
Dal Movimento 5 Stelle è arrivato l’appello del coordinatore regionale Nuccio Di Paola, che ha invitato il presidente della Regione a prendere una posizione chiara sulla vicenda, sottolineando come il tema riguardi direttamente il futuro dei siciliani.
“No all’utilizzo della base per scopi bellici”
Anche il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, ha ribadito la contrarietà del partito all’utilizzo della base di Sigonella, non solo per operazioni militari dirette ma anche per il supporto logistico al conflitto.
“Serve tornare alla diplomazia e al dialogo tra i popoli – ha affermato – valori che fanno parte della storia millenaria della Sicilia nel Mediterraneo”.
Un messaggio unitario
La manifestazione si è conclusa con un messaggio condiviso dai partecipanti: fermare l’escalation militare e tutelare il ruolo della Sicilia come ponte di pace nel Mediterraneo.
Un segnale politico e sociale che punta a riportare al centro del dibattito pubblico il tema della guerra, delle sue conseguenze economiche e del ruolo strategico dell’Isola nello scenario internazionale.