Corsa clandestina di cavalli con kalashnikov: arrestato giovane del clan Cappello-Bonaccorsi

Un kalashnikov brandito durante una corsa clandestina di cavalli e una scena diventata virale sui social. È da quelle immagini che è partita l’indagine della Squadra Mobile di Catania che ha portato all’arresto di un giovane, ritenuto gravemente indiziato del porto abusivo di arma da guerra, con l’aggravante di avere agito per agevolare l’associazione mafiosa clan Cappello-Bonaccorsi.

L’operazione è stata eseguita nella prima mattinata di ieri dalla Polizia di Stato, su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Catania.

Il provvedimento riguarda un soggetto che, fatta salva la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva di condanna, è stato individuato dagli investigatori come la persona che, durante la competizione clandestina, avrebbe impugnato un fucile kalashnikov.

La corsa clandestina e gli spari all’alba

I fatti risalgono alle prime luci dell’alba dell’8 maggio scorso, in località Palagonia, nel Catanese. In quella zona si sarebbe svolta una corsa clandestina di cavalli, accompagnata da una vera e propria scorta composta da diversi soggetti travisati e armati.

I partecipanti alla competizione illecita si sarebbero mossi a bordo di motoveicoli, seguendo i cavalli durante la corsa tra urla, clacson e numerosi colpi d’arma da fuoco esplosi in aria.

Le immagini registrate dagli spettatori presenti sul posto avevano rapidamente attirato l’attenzione dei media locali e nazionali, per poi diffondersi sui social network e diventare virali. Proprio l’analisi dei filmati ha rappresentato uno degli elementi centrali dell’attività investigativa.

La Squadra Mobile, delegata dalla Procura, ha passato al setaccio le immagini riuscendo a individuare il giovane che, secondo l’ipotesi accusatoria, durante la corsa avrebbe brandito il kalashnikov.

Gli investigatori hanno quindi approfondito la sua posizione, ricostruendone i collegamenti e procedendo a una perquisizione. Nell’abitazione o nella disponibilità del giovane sarebbero stati trovati numerosi indumenti ritenuti coincidenti con quelli indossati durante la corsa clandestina. È stato inoltre individuato lo scooter che, secondo gli accertamenti, sarebbe stato utilizzato proprio in occasione della competizione.

Indagini anche sui fantini e sui cavalli sequestrati

Il giovane, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, farebbe parte di un gruppo attivo nella zona di San Giovanni Galermo, ritenuto vicino al clan Cappello-Bonaccorsi.

L’inchiesta ha interessato anche altre persone coinvolte nella corsa clandestina. Nell’ordinanza figurano infatti ulteriori soggetti che, pur non essendo destinatari di misure cautelari, sono accusati, nella loro qualità di fantini, del reato di partecipazione a competizioni clandestine tra animali.

A individuarli erano stati gli agenti della Squadra a Cavallo della Questura di Catania nei giorni successivi alla competizione. I poliziotti avevano effettuato controlli nei luoghi in cui erano stati stallati gli equidi utilizzati nella corsa, successivamente sottoposti a sequestro.

L’indagine ha dunque consentito di ricostruire diversi aspetti di quella mattinata di maggio, quando una gara clandestina di cavalli si era trasformata in uno spettacolo caratterizzato dalla presenza di persone armate, spari e motoveicoli al seguito dei fantini. Al centro dell’accertamento resta ora la posizione del giovane arrestato, nei cui confronti le contestazioni dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.

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