Corruzione, Procura di Palermo chiede l’arresto di Gaetano Armao: perquisiti casa e studio
La Procura di Palermo ha chiesto l’applicazione di una misura cautelare nei confronti di Gaetano Armao, avvocato, docente universitario, ex vicepresidente ed ex assessore all’Economia della Regione Siciliana. L’ipotesi di reato contestata è quella di corruzione. La richiesta rientra in un’inchiesta coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia che coinvolge complessivamente nove persone.
Nella mattinata la Squadra Mobile di Palermo ha eseguito perquisizioni nell’abitazione di Armao e nei suoi studi professionali di Palermo e Roma. Gli indagati sono stati inoltre destinatari degli inviti a rendere interrogatorio preventivo davanti al gip, nell’ambito della procedura collegata alle richieste cautelari.
Tra le persone coinvolte nell’indagine figura anche il deputato regionale del Movimento per l’Autonomia Giuseppe Geremia Lombardo, oltre all’avvocato Pierluigi Matta e ad altri professionisti e imprenditori. Per otto degli indagati sarebbero stati chiesti gli arresti domiciliari, mentre per un’altra persona sarebbe stata richiesta una misura diversa. Le decisioni sulle misure spettano al gip dopo gli interrogatori preventivi.
L’inchiesta sulle autorizzazioni ambientali
Al centro degli accertamenti della Procura ci sarebbe l’attività della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale, organismo del quale Armao è stato presidente fino allo scorso agosto. L’inchiesta della Squadra Mobile riguarda, secondo le ricostruzioni finora pubblicate, presunti illeciti collegati al sistema delle autorizzazioni ambientali.
Armao ha ricoperto in precedenza gli incarichi di vicepresidente della Regione e assessore all’Economia durante il governo guidato da Nello Musumeci, tra il 2017 e il 2022. È inoltre avvocato amministrativista e docente universitario.
Tra gli altri nomi indicati nell’inchiesta figurano Giuseppe Argirò, Benedetta Costanzo, Mario Lupo, Marco Gentile Malacarne, Pietro Luigi Matta, Sergio Vella e Luigi Zancla.
Le ipotesi di reato contestate dalla Procura
In una nota, il procuratore Maurizio de Lucia ha precisato che le contestazioni riguardano la “corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio” e la “corruzione per l’esercizio della funzione”.
Le perquisizioni sono state disposte anche in relazione alla necessità investigativa di evitare la possibile dispersione di elementi di prova dopo la notifica agli indagati degli inviti all’interrogatorio preventivo, come spiegato dalla Procura.
L’inchiesta si trova dunque ancora nella fase delle indagini preliminari. Le accuse dovranno essere sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria e, per tutti gli indagati, vale il principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.
