Corruzione, chiesti 2 anni e mezzo per Marcella Cannariato

La vicenda giudiziaria riguarda Marcella Cannariato, imprenditrice ed ex moglie del patron di Sicily by Car, accusata di corruzione in relazione all’assunzione del nipote dell’assessore regionale al Turismo. I pubblici ministeri di Palermo, Felice De Benedittis e Andrea Fusco, hanno chiesto la condanna a due anni e sei mesi di carcere nel processo con rito abbreviato.

L’accusa di corruzione


Secondo l’inchiesta, Cannariato avrebbe assunto a tempo determinato e garantito l’alloggio al nipote dell’assessore Elvira Amata in cambio di un finanziamento di 30 mila euro destinato alla Fondazione Belisario, di cui all’epoca era rappresentante in Sicilia. L’ente benefico avrebbe organizzato un convegno a Palermo, e l’assunzione del familiare dell’esponente politico sarebbe stata la contropartita per l’erogazione del contributo.

Cannariato ha scelto il rito abbreviato, mentre l’assessora Amata, anch’essa accusata di corruzione, ha optato per il rito ordinario. L’udienza preliminare per Amata, difesa dall’avvocato Giuseppe Gerbino, è stata rinviata al 14 aprile per un impedimento dell’imputata. Tuttavia, la decisione sui due procedimenti sarà contestuale e prevista per il 20 aprile.

Difesa e rappresentanza legale


Cannariato è assistita dagli avvocati Vincenzo Lo Re e Giada Traina, che si oppongono alla richiesta di condanna avanzata dai pm. L’accusa punta a dimostrare come l’imprenditrice, in qualità di rappresentante della Fondazione, abbia agevolato interessi privati in cambio di vantaggi economici e occupazionali per un familiare dell’esponente politico.

Il caso ha suscitato grande attenzione perché coinvolge una figura politica regionale e una imprenditrice nota nel panorama siciliano. La richiesta dei pm evidenzia l’intento della magistratura di contrastare pratiche corruttive che interferiscono con la gestione dei finanziamenti pubblici e delle fondazioni benefiche.

L’attesa è ora per le udienze di aprile, quando si conoscerà l’esito delle valutazioni sia per Cannariato sia per Amata, con possibile conferma o modifica della pena richiesta per la prima.

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