Controversia per la riforma del parco nazionale in Indonesia: scoppiano proteste e contrarietà.
Indonesia e la Riforma di Way Kambas: Una Nuova Era per la Conservazione?
L’Indonesia sta per rivedere il Piano di gestione del Parco Nazionale di Way Kambas, convertendo questo santuario per gli animali in un “centro di profitto” piuttosto che in un “centro di costo”. La proposta del governo punta a trasformare il parco in un’area destinata al carbon trading e al turismo di lusso, utilizzando i proventi per finanziare progetti di conservazione ed eco-restauro.
Cambiamenti nella classificazione delle terre
Secondo quanto riportato da Hans Nicholas Jong su Mongabay, il piano di riqualificazione prevede la riduzione dell’area centrale protetta da circa 60.000 a 27.661 ettari, riducendo così la parte più critica per la conservazione. Questo cambiamento quadruplica l’area destinata a progetti di carbon trading e allo sviluppo commerciale, suscitando preoccupazioni e critiche da parte di esperti e attivisti ambientali.
“Innalzare la zona di utilizzo a scapito del core zone non è appropriato,” ha dichiarato Wishnu Sukmantoro, ecologo indonesiano e membro dell’Asian Elephant Specialist Group dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura).
Rischi per la fauna selvatica e i conflitti
In modo controintuitivo, i progetti di riforestazione possono talvolta risultare dannosi per gli habitat naturali. Gli sforzi per la piantagione di alberi concentrati tendono a massimizzare i crediti di carbonio, ma gli elefanti di Sumatra nel Way Kambas dipendono da praterie aperte per nutrirsi. Sostituire questi spazi con foreste dense potrebbe portare gli elefanti a invadere insediamenti umani, aumentando i conflitti tra umani e fauna selvatica, come affermato da Irfan Tri Musri, direttore della sezione Lampung del Forum Indonesiano per l’Ambiente (Walhi).
Aida Greenbury, esperta di sostenibilità e membro del consiglio consultivo del World Bioeconomy Forum, ha sollevato interrogativi riguardo al coinvolgimento delle comunità locali e al processo di consenso informato. “Un corretto FPIC (Free, Prior and Informed Consent) è essenziale per un progetto di carbonio di alta integrità,” ha affermato Greenbury.
