Confiscati covo e auto al fiancheggiatore di Messina Denaro

I finanzieri del Comando provinciale di Palermo hanno eseguito un decreto di confisca disposto dal Tribunale di Trapani – Sezione Misure di Prevenzione – nei confronti di uno di Andrea Bonafede, il geometra di Campobello di Mazara che ha “prestato” l’identità a Matteo Messina Denaro durante la latitanza.

Il provvedimento rappresenta l’epilogo del sequestro effettuato nel marzo 2025, al termine di un’indagine di prevenzione condotta dalle Fiamme Gialle sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palermo.

La confisca ha riguardato in particolare l’appartamento di Campobello di Mazara che fu utilizzato come ultimo covo dal boss durante la latitanza, oltre all’autovettura impiegata per i suoi spostamenti. Beni ritenuti nella disponibilità del soggetto destinatario della misura e riconducibili al suo ruolo di supporto al capomafia.

Il geometra comunque è detenuto e sta scontando una condanna a 14 anni per associazione mafiosa.

Le misure personali e l’azione di contrasto patrimoniale


Con lo stesso decreto, il Tribunale ha applicato nei confronti dell’uomo anche la misura personale di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di quattro anni, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza.

L’operazione si inserisce nell’ambito della più ampia attività di contrasto patrimoniale alla criminalità organizzata condotta dalla Guardia di finanza su delega della Procura palermitana.

Un’azione mirata ad aggredire e sottrarre le ricchezze accumulate illecitamente, colpendo non solo i vertici delle organizzazioni mafiose ma anche la rete di fiancheggiatori che ne ha sostenuto la latitanza e gli interessi economici.

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