Comunità isolata a Gibilmanna, fermato il “santone” per maltrattamenti su minori

È stato fermato su disposizione della Procura di Termini Imerese Mark Ravikiran Koppikar, ritenuto il “santone” di una comunità composta da una quindicina di persone che viveva in condizioni di isolamento a Gibilmanna, nei pressi di Cefalù.

L’uomo è accusato di maltrattamenti nei confronti di minori. Il provvedimento, eseguito dalla Polizia di Stato, è stato già convalidato dal gip. Secondo quanto riferito dalla Procura, le indagini hanno consentito di delineare “un contesto caratterizzato da forme di isolamento e di condizionamento psicologico”, all’interno del quale i minori avrebbero subito condotte ritenute altamente pregiudizievoli.

Il procuratore facente funzioni di Termini Imerese, Concetta Federico, ha parlato di un quadro indiziario “grave e concordante”, che ha reso necessario il fermo anche per il concreto pericolo di fuga e la gravità dei fatti contestati.

La scoperta della comunità nel bosco


La vicenda era emersa nelle scorse settimane grazie a un intervento della Procura per i minorenni di Palermo, coordinata dalla procuratrice Claudia Caramanna.

A far scattare le indagini è stata una segnalazione precisa sulla presenza di una comunità isolata nel bosco di Gibilmanna, tra Cefalù e il Parco delle Madonie.

Dopo ore di ricerche, gli investigatori hanno individuato un casolare fatiscente, adattato a dimora, dove viveva un gruppo di circa quindici persone, di diverse nazionalità. Alcuni componenti del gruppo avevano anche preso in affitto abitazioni nei dintorni.

Le condizioni dei bambini

All’interno della struttura sono stati trovati due bambini, di 7 e 11 anni, che vivevano in condizioni estremamente precarie.

Dormivano su materassini gonfiabili, in ambienti umidi e privi dei servizi essenziali: senza acqua corrente né energia elettrica.

Dalle verifiche è emerso inoltre che non frequentavano la scuola, non erano stati sottoposti a vaccinazioni e risultavano privi di adeguata assistenza sanitaria. Una situazione giudicata gravissima dalle autorità.

L’allontanamento e il trasferimento


Di fronte a questo quadro, la Procura per i minorenni ha disposto l’allontanamento urgente dei bambini e delle rispettive madri, trasferiti presso l’abitazione di un familiare in provincia di Palermo, in un contesto ritenuto sicuro.

Per i minori sono stati avviati procedimenti davanti al tribunale per i minorenni, che dovrà valutare eventuali ulteriori provvedimenti, fino alla possibile decadenza della responsabilità genitoriale.

Le indagini sul “leader spirituale”

Parallelamente, la Procura di Termini Imerese ha aperto un fascicolo per fare luce sull’intera comunità e sul ruolo del presunto leader spirituale.

Koppikar, descritto come figura carismatica e già oggetto di segnalazioni, avrebbe esercitato una forte influenza sui membri del gruppo, contribuendo a creare un contesto di isolamento e controllo psicologico.

Le indagini sono tuttora in corso e vedono anche il coinvolgimento delle autorità tedesche, per ricostruire il passato e i movimenti dell’uomo.

Priorità: tutela dei minori

L’obiettivo principale resta la tutela dei bambini, ora seguiti da assistenti sociali e psicologi per affrontare il percorso di recupero.

Tra i primi passi previsti, l’inserimento scolastico, mai avvenuto fino ad oggi, e il supporto necessario per garantire loro una crescita in un ambiente stabile e sicuro.

L’inchiesta prosegue per chiarire responsabilità e dinamiche interne alla comunità, mentre il fermo del presunto “santone” rappresenta il primo sviluppo giudiziario di una vicenda che ha scosso profondamente il territorio.

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